Communications
L’incerto futuro di Cinecittà Luce
Elena Romanato
20 Luglio 2011
La nuova Srl sarà controllata dal Ministero dell'Economia e gestita dal Ministero di Galan. Tra le voci sul destino della società, erano girate anche quelle relative a una nuova destinazione dei terreni e del patrimonio immobiliare. La società infatti dispone di terreni affittati alla società privata Cinecittà Studios, capitanata da Luigi Abete che molti operatori dello spettacolo, sindacati compresi, temevano potessero essere ceduti dal Governo a privati per realizzare progetti di ristrutturazione immobiliare. La società cui verrebbe ceduto il tutto sarebbe la sconosciuta Fintecna. Insomma sono in molti a vedere in questo cambiamento societario la fine di un patrimonio culturale e il via alla solita speculazione e a diffidare delle parole del ministro.
All'uscita dall'audizione davanti alla Commissione Cultura del Senato dello scorso 14 luglio Galan ha invece smentito tutto, parlando di rilancio di Cinecittà Luce. «Macché dismissione, questo è un rilancio» - ha detto ai giornalisti che lo aspettavano all'uscita, denunciando «una completa disinformazione per quel che riguarda la cultura».
Ma è il caso di fare qualche passo indietro nel tempo per ricordare la "vicenda" che ho portato alla "nuova" Cinecittà Luce con tanto di sollevazioni, proteste, sit in davanti al Mibac dei lavoratori della società, circa 120, ma anche di artisti ed operatori dello spettacolo e relative sigle sindacali.
Cinecittà (che non va confusa appunto con gli Studios, la società privata gestita da Abete e con altri rami del 'marchio originario') è diventata spa nei primi anni Novanta sotto i Governi Amato e Ciampi, accrescendo le sue attività nel '97, con l'acquisizione delle sale. Poi la crisi, i primi tagli annunciati e poi ritirati, fino alla crisi dei giorni nostri, con il previsto taglio del Fus che la riguarda da 14 a 7-8 milioni. Rimane poi la questione dei 129 lavoratori della società (tra dipendenti e dirigenti) che, secondo il nuovo piano societario rimarranno in parte nella srl, mentre gli altri passerebbero al Mibac.
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