L’intervento di Maurizio Giunco all’assemblea di Confindustria Radio Tv

All’assemblea generale di Confindustria Radio Tv dello scorso 6 luglio, Maurizio Giunco, Presidente della FRT - Associazione Televisioni Locali, ha dato avvio alla sessione dedicata alle Televisioni: "Il futuro della Tv: innovazione, servizio e mercati".

«Sovente quando ci troviamo a discutere del comparto televisivo locale e del suo futuro ci sentiamo dire, la Tv Locale non ha saputo adattarsi all’evoluzione tecnologica, alle nuove tendenze, alla multimedialità. Ora come ben sappiamo il luogo comune pur essendo un concetto astratto e schematico rappresenta una visione semplificata, ma purtroppo spesso largamente condivisa. Per ciò nella mia introduzione vorrei provare a sfatare tale stereotipo…», ha esordito Maurizio Giunco, presidente della FRT - Associazione Televisioni Locali, all'assemblea generale di Confindustria Radio Tv dello scorso 6 luglio.

A seguire, è stato proiettato un filmato, il cui testo è sintetizzato di seguito:

«180mila ore di informazione ogni anno. È la formidabile, straordinaria copertura che viene fornita dalle prime 100 emittenti locali del nostro paese. La prova provata di ciò che rappresenta la Tv locale per il territorio: uno strumento irrinunciabile, unico, insostituibile a fianco del cittadino. La Tv locale è il veicolo capace di dare voce e di amplificare le istanze dei territori in cui viviamo… La Tv locale è la finestra del cittadino aperta sul grande microcosmo che lo circonda. È la chiave per conoscere fatti e misfatti della vita quotidiana. Quando c’è un evento, c’è anche la Tv locale. Con la gente, in mezzo alla gente. Non solo per raccontare, ma per vivere la realtà, aprendo ampie finestre sugli eventi in diretta. Con l’avvento dell’era digitale, forti dell’unicità della loro offerta, le emittenti locali hanno compreso di avere una nuova opportunità: la rete. Sui portali delle Tv, oltre alla classica diretta “streaming”, oggi gli utenti trovano tutte le notizie del giorno, aggiornate in tempo reale… Ogni emittente dispone poi di archivi eccezionali, con decine di migliaia di servizi e programmi. Materiale unico che può essere ricercato in modo agevole, con l’inserimento di parole chiave nei motori di ricerca dei portali.  Ma c’è di più: in tema di convergenza multimediale la Tv locale sente l’esigenza di una presenza paritetica ai grandi “player” sulla “smart tv”, per tale motivo prende avvio il progetto “Team Tv” che concentra le migliori Televisioni regionali italiane su di un’unica piattaforma che consente la visibilità oltre i confini radioelettrici attuali…».

Giunco ha poi proseguito: «Il filmato appena proiettato contiene un breve spaccato di quanto in realtà la Tv locale sia in grado di adattarsi e cavalcare l’innovazione tecnologica. Il Sottosegretario on. Giacomelli ha recentemente dichiarato: “Questo settore potrà essere ancora protagonista a patto che mantenga la caratteristica di quaranta anni fa, quando si è affermato perché era innovativo e rivoluzionario”. Concordo pienamente, e sono disponibile ad una severa autocritica, sicuramente la Tv locale in passato si è adagiata su schemi e formule poco rivoluzionarie, è venuto a mancare un impulso creativo e innovativo. Ma per cortesia non facciamo di tutta l’erba un fascio. Cominciamo a fissare i confini di questo settore, quali e quante sono le emittenti locali informative italiane. Solo partendo da qui noi possiamo fare un serio ragionamento politico e prospettico sul ruolo della Televisione locale. Solo iniziando a definirla correttamente.

Le Televisioni locali sono quelle 100 che rappresentano il 70% dell’occupazione, oppure sono quelle 3100 che occupano il restante 30%? Sono quelle 100 che rappresentano il 95% degli ascolti o le altre 3100 neppure rilevate? Sono quelle 100 che esprimono il 92% del fatturato del comparto o le restanti 3100 che ne esprimono il restante 8%? Sono quelle 100 che propongono una Tv informativa radicata sul proprio territorio che cavalcano la multimedialità e la convergenza o le altre 3100 che si limitano a proporre televendite, maghi e guaritori?  Il problema serio è che 3100 soggetti, fanno più rumore di 100. In mezzo a 3100 stonati, i 100 intonati spariscono e quando si deve giudicare il coro, si dirà “questo è un coro di stonati”… Come non capire che la pessima immagine prodotta da un tale numero abnorme di marchi privi di una benché minima programmazione, danneggi tutto il comparto? Credo che per capire quali strumenti legislativi necessitino al comparto, occorra capire quale area del comparto vogliamo salvaguardare. Oggi non abbiamo più tempo, occorre intervenire ed intervenire subito. Io vedo segnali confortanti in ciò che dichiara il sottosegretario Giacomelli a cui diamo atto di aver chiarito nei fatti il ruolo di pubblica utilità delle Tv locali. È un segnale importante, forse questo è il segno che la politica stia dimostrando una concreta attenzione nei confronti dell’emittenza locale italiana. Speriamo».

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