L’ISIMM, l’Authority e una dura polemica

Solo nella prossima primavera ci sarà l’udienza al Tar del Lazio, al quale è ricorso il Centro d’Ascolto, in relazione al nuovo appalto per le rilevazioni relative ai ‘politici in Tv’ per conto dell’Autorithy di Calabrò, in cui ha prevalso l’ISIMM di Manca. Intanto le elezioni incombono…

Il 2 dicembre, come già abbiamo avuto modo di informare nei giorni scorsi, è terminato il periodo di proroga dell'accordo tra Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva per le rilevazioni in tema di 'informazione politica in Tv', in particolare per ciò che riguarda la par condicio.

Anche se la cosa non è ancora del tutto ufficiale (o perlomeno definitiva), pare proprio che l'istituto che prenderà il posto del Centro d'Ascolto da gennaio sarà il 'lanciatissimo' e forte (a livello 'politico-istituzionale') ISIMM di Enrico Manca, che però manca di una 'tradizione' ed esperienza in materia di monitoraggi e ora lavorerebbe con l'Università di Perugia; l'ISIMM avrebbe anzi già iniziato a rilevare i dati d'ascolto per l'Autorità in via transitoria.

Un ruolo importante lo avrà comunque anche il Tar del Lazio, al quale il Centro d'Ascolto si è rivolto sollevando la questione del gioco al ribasso nella fissazione del prezzo di gara per la nuova assegnazione delle rilevazioni per conto dell'Autorità. "Abbiamo deciso di rivolgerci al Tar perché il tetto di spesa che era stato fissato e che è alla base del nuovo contratto era troppo basso - dice il direttore del Centro d'Ascolto Gianni Betto - . Il tetto era infatti di soli 30.000 euro in più rispetto al contratto precedente, stipulato tre anni fa".

Il nuovo contratto prevede anche, infatti, una rilevante modifica dei termini e del metodo delle rilevazioni. "Le reti da monitorare passano da 10 a 15 - continua Betto - , mentre i tempi si accorciano: la consegna dei risultati settimanali passa dal giovedì al martedì, mentre quella dei dati mensili dal 7 al 5 del mese. Per non parlare di tutta una serie di servizi accessori che non potrebbero essere forniti senza uscire da questo tetto di spesa di 30.000 euro. Per far fronte a queste nuove richieste dovremmo aumentare le risorse umane a disposizione, ma andando fatalmente oltre questa spesa. Ci siamo allora rivolti al Tat per avere chiarezza".

L'udienza è fissata però solo per la primavera prossima. Troppo tardi se consideriamo che stiamo andando verso un periodo cruciale per le rilevazioni televisive. Le elezioni politiche e il referendum sulla legge di modifica della Costituzione incombono ed è improponibile restare "scoperti" in tema di par condicio (anche se c'è chi vorrebbe modificare la legge) di qui alle prossime consultazioni politiche. Di qui il ricorso immediato all'ISIMM.

Ma ecco che la polemica sta diventando rovente a livello poltico. Il segretario radicale Daniele Capezzone ha denunciato un"'operazione pericolosissima" messa a suo giudizio in campo da Silvio Berlusconi, di cui farebbe parte appunto il passaggio del monitoraggio dei programmi Rai e Mediaset dal Centro d'ascolto all'ISIMM di Manca.

Enrico Manca ha replicato altrettanto duramente: "Capezzone pone la questione della trasparenza politica. Ma mentre l'ISIMM è chiaramente una società senza collegamenti politici, il Centro d'Ascolto è espressione dei radicali, che oltretutto vogliono presentarsi alle elezioni, L'ISIMM ha tutte le carte in regola, ha partecipato a una gara dell'AgCom, vinta distanziando di 6 o 7 punti gli altri concorrenti. La gara si è svolta con tutti i crismi della regolarità. Il Centro d'Ascolto ha presentato una proposta economica pari al doppio della base d'asta richiesta dal bando dell'AgCom, ponendosi di fatto fuori dalla gara".

Pubblica i tuoi commenti