Lo “scandalo Rai-Mediaset”

La “bomba” arriva proprio nel giorno della presentazione dei nuovi canali Mediaset sulla DTT e nasce dall’inchiesta sulla HDC di Luigi Crespi, a lungo sondaggista di Sivlio Berlusconi, un caso che ora rischia di trascinare Rai e Mediaset in uno scandalo con pochi precedenti. A fare scoppiare la bomba è stata un’inchiesta su ‘Repubblica’ a firma di Walter Galbiati e del savonese Emilio Randagio. Il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche è sconcertante: Rai e Mediaset, che ufficialmen…

La "bomba" arriva proprio nel giorno della presentazione dei nuovi canali Mediaset sulla DTT e nasce dall'inchiesta sulla HDC di Luigi Crespi, a lungo sondaggista di Sivlio Berlusconi, un caso che ora rischia di trascinare Rai e Mediaset in uno scandalo con pochi precedenti. A fare scoppiare la bomba è stata un'inchiesta su 'Repubblica' a firma di Walter Galbiati e del savonese Emilio Randagio.

Il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche è sconcertante: Rai e Mediaset, che ufficialmente sarebbero acerrimi nemici, pronti a qualsiasi colpo pur di sottrarsi fette di audience, in realtà (per ciò che riguarda il periodo dell'inchiesta, che va dalla fine del 2004 alla primavera del 2005) si scambiavano, attraverso alcuni loro dirigenti vicini al Centro-Destra, e a Forza Italia in particolare, informazioni importanti: sui palinsesti, sulle strategie informative relative ai grandi eventi di cronaca (vedi la morte di Papa Giovanni Paolo II), orientando anche in modo 'collegiale' l'informazione su fatti salienti della vita politica italiana.

Questo, naturalmente, secondo "l'accusa". A riprova dello scandalo, molte telefonate 'intercettate' a livello giudiziario e riprese e pubblicate dal quotidiano tra importanti collaboratori o "sostenitori" di Berlusconi in Mediaset, la sua azienda, ma anche in Rai. Personaggi di primo piano sembrano essere Debora Bergamini, ex assistente personale di Berlusconi, poi (e tuttora) dirigente Rai, e Nicolò Querci, anch'egli ex assistente del Cavaliere, all'epoca numero tre delle reti Mediaset.

La vicenda è un intreccio intenso delle vicende delle due reti nazionali, con i direttori giornalistici delle due 'ammiraglie' (Mimum al Tg1 e Rossella al Tg5) che rassicurerebbero la Bergamini sulla 'cucina' dei notiziari, in modo che possano arrecare meno danno possibile al Cavaliere, e ancora il direttore di RaiUno Del Noce che garantirebbe che Vespa "accenni alla persona giusta (Berlusconi) al momento giusto"; Querci e Crippa confabulerebbero poi su Sanremo, programma di punta della Rai, allora condotto da Paolo Bonolis.

Ma il più intenso scambio di telefonate si ha in occasione della morte del Papa, avvenuta nella tarda serata del 2 aprile 2005, e delle vicine elezioni amministrative del 3 e 4 aprile. Persone vicine alla Bergamini temono che la morte del Papa possa causare un forte astensionismo dei cattolici alle elezioni, consegnando provincie e comuni ai "comunisti". La Bergamini verrebbe così contattata da più persone per pianificare e gestire al meglio la situazione. Poi la chiamerebbero Cattaneo e Petroni, in un continuo valzer di telefonate. Ciampi vuole fare una dichiarazione a reti unificate per la morte del Papa e la Bergamini si attiverebbe per preparare un 'tempestivo' intervento parallelo del Presidente del Consiglio.

Le elezioni amministrative vedono poi primeggiare l'Unine e allora ci sarebbe una specie di accordo con il direttore generale Flavio Cattaneo per ritardare la diffusione dei dati elettorali 'sgraditi'.

Al momento in cui scriviamo ci sono già mille reazioni di ogni tipo e genere, con richieste di dimissioni, indignazione diffusa, sospetti (al contrario) di pure manovre politiche dietro l'iniziativa di 'Repubblica', polemiche politiche a non finire.

Mediaset minimizza ma soprattutto annuncia azioni giudiziarie. "Come al solito - ha detto Gina Neri - vengono fuori intercettazioni che non c'entrano niente con l'indagine principale. I nostri legali stanno predisponendo le querele. Quando ci sono notizie come la morte del Papa o le elezioni amministrative, è normale che ci sia una consultazione. Penso che i De Bortoli, i Mauro si sentano ogni qualvolta ce ne sia bisogno. Tanto rumore per nulla".

La Rai invece ha già avviato un'inchiesta interna, mentre il Centro-Sinistra, con Walter Veltroni, parla di "fatto gravissimo" e di un "servizio pubblico umiliato". E siamo solo all'inizio...

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