Lo scoop del Tg3 e mille altre cose

Guerra, guerra, sempre più guerra. Mentre il mondo guarda angosciato ai drammatici sviluppi del conflitto iracheno, i media continuano a macinare il loro inesausto lavoro. La Rai sta facendo bella figura…

Tra gli avvenimenti che hanno contraddistinto l'inizio di questa drammatica guerra, non possiamo non segnalare anche lo scoop realizzato dal Tg3, in particolare dalla corrispondente Giovanna Botteri e dagli operatori Guido Cravero ed Enrico Bellano, che in diretta e in esclusiva mondiale hanno trasmesso le immagini del bombardamento dei palazzi governativi iracheni, seguite da oltre 4 milioni di telespettatori.

Da segnalare anche l'iniziativa di MTv. La rete musicale, che da tempo ha colorato il suo logo con l'arcobaleno della pace, per 24 ore ha cambiato il suo palinsesto e il sito, lasciando spazio e parole a chiunque voglia mandare sms ed e-mail sotto lo slogan "War is not the answer".

Di suo MTv ci mette una rotazione speciale dei videoclip, tutti d'autore o a tema e senza interruzioni pubblicitarie; completamente assenti i successi del momento, si passa da "Imagine" di John Lennon al video di "Everybody hurts" dei R.E.M. Un modo intelligente di connotare in modo nuovo in questi particolarissimi giorni una rete conosciuta normalmente come "disimpegnata" e "allegra" per definizione.

Intanto la rete televisiva Cnn ha fatto sapere che i suoi giornalisti sono stati espulsi da Baghdad. La misura riguarda quattro persone, tra cui il corrispondente principale Nic Robertson, un altro giornalista, un fotografo e un producer.

In Italia su Rai, Mediaset e La7 sono già andate in onda decine e decine di ore di trasmissioni in diretta sulla guerra in Iraq, dallo scadere dell'ultimatum Usa, alle 2 di notte del 20 marzo. Le sole tre reti Rai hanno assicurato nei primi giorni una copertura informativa in diretta sull'Iraq di circa 30 ore. Tg5, Studio Aperto e Tg4 hanno proposto nel complesso nello stesso periodo oltre 23 ore di dirette e 15 edizioni straordinarie, in una staffetta informativa non stop. La7 si è praticamente trasformata in una rete all news e ha totalizzato 24 ore di diretta.

In radio (RadioUno) straordinarie, come di consueto (peraltro), le cronache dal centro di Bagdad e il racconto dal vivo dei bombardamenti di Ferdinando Pellegrini, bravissimo inviato del Gr Rai.

Intanto torna, come previsto, No War Tv, la tv anti-guerra di Giulietto Chiesa. Il progetto diventa realtà grazie al supporto finanziario di trenta comuni della Toscana che avrebbero garantito sei mesi di vita. Ma c'è la disponibilità a coinvolgere altre amministrazioni locali. L'iniziativa è stata presentata alla stampa proprio nella sede del Consiglio Regionale della Toscana.

Dietro No War Tv ci sono anche Luciana Castellina (presidente della cooperativa che edita il notiziario), Alessandro Dalai (vicepresidente) e un comitato di garanti composto, fra gli altri, da don Ciotti, dal regista Mario Monicelli, da Davide Riondino e Stefano Benni.

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