Mattarella riceve al Quirinale i ‘radiofonici italiani’

Torniamo sul significativo incontro avvenuto lo scorso 30 marzo al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il Consiglio di Amministrazione della società Tavolo Editori Radio srl (TER).
Erano presenti tra gli altri, come rileva in una sua nota la stessa associazione, i rappresentanti di Aeranti-Corallo nel Consiglio di Amministrazione di TER, Marco Rossignoli e Alessia Caricato.
Nel corso dell’incontro, l’avv. Marco Rossignoli ha evidenziato: “Delle oltre 4.000 Radio locali del 1990 oggi i dati dei contributi pubblici riconosciuti all'emittenza radiofonica locale per l'anno 2014 dal Ministero dello Sviluppo Economico evidenziano complessivamente la presenza di poco più di 1.000 Radio locali, di cui 757 a carattere commerciale e 349 a carattere comunitario, espressioni di particolari istanze religiose, politiche culturali o etniche.

La stragrande maggioranza delle Radio locali offre quotidianamente qualificati servizi informativi, contribuendo in modo significativo alla tutela del pluralismo dell’informazione”.
Rossignoli ha quindi aggiunto: “Questi numeri evidenziano il processo di razionalizzazione che in questi anni il comparto ha saputo affrontare, attraverso fusioni e accorpamenti dettati dalla necessità di una sempre maggiore competitività e professionalità, ma è fondamentale evidenziare come a questa riduzione numerica sia corrisposta, al contrario, una sempre maggiore incisività nel mercato di riferimento e, infatti, gli ultimi dati di ascolto disponibili certificano che le Radio locali sono fruite in Italia da oltre 15 milioni di persone nel giorno medio e da oltre 30 milioni di persone nei 7 giorni e che, addirittura, vi sono tre regioni (Emilia-Romagna, Puglia e Basilicata) in cui una Radio locale è leader assoluta negli ascolti, rispetto a tutte le Radio.
Sono dati dai quali emerge in modo inequivocabile il valore che l’emittenza radiofonica locale ricopre all’interno del comparto ed il valore che gli Italiani riconoscono al lavoro degli editori radiofonici locali, molti dei quali, nel 2016, hanno celebrato i propri quarant'anni di attività a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale del luglio 1976, che ha liberalizzato l’attività di radiodiffusione in ambito locale, ponendo fine al monopolio statale e aprendo la strada all’attuale sistema radiotelevisivo misto, pubblico-privato”.
L'incontro si è concluso con l'intervento del Presidente della Repubblica, Mattarella, il quale ha evidenziato, tra l’altro, l’importanza del mezzo radiofonico, in quanto lo stesso costituisce un elemento insostituibile del tessuto connettivo del nostro Paese. Il Presidente ha anche ringraziato tutti gli editori radiofonici per l’attività che le emittenti svolgono al servizio del Paese.

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  1. Dario Villani

    A proposito della dichiarazione di Rossignoli: “Delle oltre 4.000 Radio locali del 1990 oggi i dati dei contributi pubblici riconosciuti all’emittenza radiofonica locale per l’anno 2014 dal Ministero dello Sviluppo Economico evidenziano complessivamente la presenza di poco più di 1.000 Radio locali, di cui 757 a carattere commerciale e 349 a carattere comunitario, espressioni di particolari istanze religiose, politiche culturali o etniche. La stragrande maggioranza delle Radio locali offre quotidianamente qualificati servizi informativi, contribuendo in modo significativo alla tutela del pluralismo dell’informazione”. Vorrei sapere dati alla mano dove stanno? Personalmente qui a Napoli non vedo, o meglio non sento alcuna stazione radio fare informazione. Al massimo ci sono dei bervissimi notiziari, e solo musica di vario tipo. Perfino la RAI, ha tagliato l’informazione regionale radiofonica… Non voglio riferirmi a nessun movimento o partito, ma oggi come oggi che l’informazione la si può fare a costi zero anche on line, mi sembra davvero eccessivo continuare a fornire di contributi pubblici questi editori, che per altro sono scesi in campo solo per far soldi. Sarebbe invece più opportuno, che lo Stato, dip.Editoria pres.Consiglio e l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, istituisca dei premi in denaro o contributi qualsivoglia chiamare, a quegli editori esaminati caso per caso, che realmente abbian inserito in palinsesto programmi informativi e culturali, di conseguenza stop ai finanziamenti a pioggia !!!
    Dario Villani/giornalista

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