MediaPro vince la battaglia per diritti della serie A

 

Alla fine la decisione è arrivata e segna una svolta vera, come quella (in qualche modo collegata) che l’aveva preceduta, ovvero il commissariamento della Lega Calcio e della Figc, deciso dal Coni nei giorni scorsi, ponendo fine a manovre infinite e inconcludenti per eleggere l’uno o l’altro alle varie cariche in ballo.

Dopo due bandi che non avevano portato a nulla, oggi l’assemblea della serie A, appunto commissariata e dunque ‘gestita’ dai due vicecommissari Paolo Nicoletti e Bernardo Corradi, essendo il commissario Giovanni Malagò (che è anche presidente del Coni) in Corea del Sud per gli imminenti Giochi Olimpici invernali (un’esclusiva Discovery-Rai per l’Italia), ha deciso, a quanto pare all’unanimità, di assegnare i diritti televisivi del campionato per il prossimo triennio al gruppo spagnolo MediaPro. Quest’ultimo, infatti, ha offerto stamattina un totale di 1.050.001.000 euro, dunque di pochissimo (1.000 euro) superiore al prezzo minimo previsto dal bando della Lega Calcio. A questo punto l’assegnazione era in qualche modo ‘automatica’ (anche se si trattava di un ‘bando subordinato’), dopo che la precedente offerta si era fermata invece a circa 950 milioni e quella dei broadcasters tradizionali era stato largamente inferiore al minimo nelle due aste citate.

MediaPro (dove c’è appena stato anche un ‘cambio azionario’) è apparsa determinatissima e si era preparata il terreno invitando in Spagna alcuni ‘addetti ai lavori’ del mondo del calcio per far vedere quel che ha fatto in terra iberica. Ora ha in mano (salvo sorprese) il mondo del calcio italiano e se sarà in grado di gestirne al meglio le sorti, farà tutti soddisfatti e potrà aspirare anche ad altro (come la serie B). Almeno in teoria, fra l’altro, sembra perdere terreno e ruolo lo stesso advisor della Lega Infront.

MediaPro si è presentata stamattina in Lega con una delegazione guidata dal presidente Jaume Roures e da uno dei soci storici, Tatxo Benet. I due hanno depositato due proposte economiche: una riguardava la realizzazione del famoso canale tematico della Lega (che, come vedremo, è ancora in forse, almeno per l’immediato) e una, che è poi stata accolta, per l’acquisto delle partite dell’intero campionato nel triennio 2018/21, che gli spagnoli produrranno e potranno rivendere agli operatori di ogni piattaforma.

Il ruolo di MediaPro, d’ora in poi, sarà pertanto fortissimo. Roures e Benet hanno spiegato: “Siamo molto felici dell’aggiudicazione, dobbiamo fare un bel lavoro con la Serie A. Crediamo che questo campionato abbia un grande futuro. Il tifoso abbonato è sempre il più importante, lavoriamo per lui, per poter vedere la Serie A. Si vedrà su tutte le piattaforme. Vogliamo vendere al miglior prezzo la miglior qualità possibile. Obiettivo abbonati? Abbiamo spiegato il nostro progetto a tutte le piattaforme italiane. La produzione e la distribuzione viaggiano insieme. Avremo più abbonati di quelli attuali. La creazione di un canale creerebbe più valore per la Serie A ma è importante soprattutto che la Serie A sia riconoscibile”.

“Con MediaPro si apre un’era diversa per il calcio italiano - ha detto da parte sua Luigi De Siervo, AD di Infront - . È stata superata la fatidica soglia dei 1,050 mld e siamo tutti contenti. Si apre un’era diversa ma nulla esclude che gli operatori attuali potranno sedersi al tavolo con l’intermediario”. Infatti ha vinto “un atteggiamento costruttivo che non stravolgerà nessuna abitudine italiana. Anzi l’obiettivo è quello di allargare la base e migliorare il prodotto. Avere più finestre significa più calcio per tutti. Il calcio sarà più facilmente accessibile e questo è un elemento importante per una competizione internazionale”.

De Siervo ha provato a tranquillizzare soprattutto Sky, che l’ha presa in effetti molto male e lo si capisce facilmente, visto che perde il suo ruolo centrale ma diventa “una delle piattaforme a cui distribuire”, anche se, almeno per ora, quella più importante. Ma chi produrrà dal punto di vista televisivo le partite? Non è ancora chiaro (come molte altre cose, perché la partita del calcio in Tv segna oggi una svolta ma è anche appena iniziata), giacché bisognerà verificare se e quando sarà possibile arrivare al famoso Lega Channel, che pure gli spagnoli vorrebbero.

Prima delle decisioni della Lega Sky aveva inviato una diffida per cercare di scongiurare l’esito ‘annunciato’, con argomentazioni ‘serie’, peraltro: “Il gruppo audiovisivo spagnolo, pur avendo presentato un'offerta per lo specifico bando rivolto esclusivamente agli ‘intermediari indipendenti’, sembra un vero e proprio operatore della comunicazione”. Sempre secondo Sky, Mediapro avrebbe inoltre negoziato con l’intenzione di vendere spazi pubblicitari sui ‘canali di calcio’ che intende realizzare (come in Spagna), vuole «concludere accordi per la distribuzione di tali canali con gli operatori della comunicazione interessati» e ripartire poi i profitti con la Lega.

La battaglia legale continuerà, ovviamente, e nel frattempo MediaPro dovrà anche avere il via libera dall’Antitrust, avviando intanto tutti i contatti del caso (anche e soprattutto con Sky) per gestire una fase delicata che non può poi ‘andare per le lunghe’, visto che mancano pochi mesi al prossimo campionato. Anche Mediaset, coinvolta con Premium, nel frattempo si è ‘messa alla finestra’, in attesa di capire meglio la nuova situazione.

 

Con l’offerta MediaPro la Serie A fa un balzo avanti superando la Bundesliga e si piazza al terzo posto fra i grandi campionati europei, superando la soglia del miliardo e 400 milioni di euro (con i diritti esteri), che si era posto come obiettivo con l’advisor Infront. Resta lontana la Premier League inglese, con oltre 3 miliardi di ricavi a stagione, seguita dalla Liga spagnola con circa 1,6 miliardi, ma subito dopo ora si attesta proprio la Lega Serie A.

 

Fondato nel 1994, il Gruppo MediaPro si è fuso con il Gruppo GlobMedia nel 2006 e, insieme a WPP, azienda leader mondiale nel settore delle comunicazioni e del marketing, e Torreal, ha costituito il Gruppo Imagina, che oggi si autodefinisce «il principale fornitore di contenuti multimediali europei e contenuti audiovisivi, produzione e distribuzione».

MediaPro ha sede a Barcellona ed è il più grande gestore di audiovisivi in Spagna, dove gestisce i diritti della Liga e tra le sue produzioni televisive ha partecipato anche a «The Young Pope».

La Serie A si aggiunge ai molti campionati di tutto il mondo prodotti, totalmente o parzialmente, per la Tv proprio da MediaPro. Ci sono anche quelli di Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Turchia, Colombia, Bolivia, Kenya, Gabon e Mozambico. Il gruppo conta su 6.500 professionisti e nel 2017 ha fatturato oltre 1,6 miliardi di euro.

In 24 anni MediaPro ha creato vari canali e ora ne produce 11 in tutto il mondo. Fra questi LaLiga Tv, LaLiga 1-2-3 Tv, il canale del Real Madrid e beIN LaLiga.

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