Mediaset: è davvero tempo di vendita?

Questa settimana se ne sono lette e scritte di tutte, perché impazzavano gli interrogativi sulle intenzioni di Silvio Berlusconi, che sembra proprio, per un altro verso, al crepuscolo politico, mentre delle sue reali strategie sul piano dei media e dell’amatissima Tv, diciamolo, ben pochi sono realmente a conoscenza. Si è allora assistito al consueto crescendo di voci, retroscena, scenari più o meno veritieri, e molti si comportano da ‘dietrologi’, in qualche caso credibili, la maggior parte delle volte mica tanto.

Se per il Milan l’intenzione di vendere sembra confermata (ma conservando davvero il 51%, come si diceva ieri, 2 maggio?), il discorso si fa scivoloso per ciò che riguarda Mediaset e soprattutto Mediaset Premium. A portare non poca confusione ci sono gli intrecci con l’avanzare di Vivendi e gli interrogativi su dove voglia arrivare il suo patron Vincent Bollorè, la cui forte disponibilità finanziaria ha già consentito a Vivendi di diventare il primo azionista (sia pure in ampia compagnia) di Telecom Italia, o meglio Tim, come sta per chiamarsi il gruppo, che poi ha appena chiuso l’alleanza con Sky e potrebbe presto essere partner anche della stessa Mediaset (e magari anche di Netflix).

Già qui rischiamo un po’ di perderci ma proviamo a continuare a delineare il quadro senza perdere il filo conduttore: Bollorè (Vivendi) potrebbe ambire anche a Mediaset, anche se sembra tuttora poco verosimile che la famiglia Berlusconi possa cederne realmente il controllo effettivo; potrebbe però acquisirne alcune quote, se Fininvest (Berlusconi) volesse cederne di ulteriori (accumulando ancora liquidità, anche ai fini delle operazioni collaterali in corso, tipo l’acquisto dei libri Rcs).

Ma poi c’e il versante Mediaset Premium, che, come si sa, è ora una società separata da Mediaset, e in cui ha già investito la spagnola Telefonica (già primo azionista di Telecom) e in cui anche Bollorè potrebbe investire, anche perché Vivendi vuol dire pure Universal (la discografica e la major) e soprattutto Canal Plus, alternativa europea (e non solo) a Sky nel campo della pay-tv.

Ma proprio sul versante dei rapporti Mediaset-Sky si potrebbero aprire nuovi scenari, oggetto forse dell’incontro Murdoch - Berlusconi di fine aprile. Piersilvio Berlusconi ha infatti escluso la fusione delle due pay-tv ma anche annunciato che ci sarà un’offerta satellitare di Mediaset Premium. Ma di cosa si tratta? Un’interpretazione plausibile porterebbe a escludere l’utilizzo di Tivùsat, che è una piattaforma free creata con tutti gli altri protagonisti (Sky escluso) della Tv italiana e che ha il dichiarato intento di servire via sat le zone non illuminate via etere.

E se invece si trattasse di integrare all’interno dell’offerta satellitare Sky (dietro congruo compenso, si veda la decisione dell’Agcom in merito alla Rai) alcuni dei contenuti di Mediaset (e/o Mediaset Premium), cioè una serie di canali che da una parte rafforzino il ruolo di Mediaset e dall’altro non danneggino più di tanto la proposta terrestre di Premium? E poi, visto che lì pare dovremo finire tutti, se Mediaset trovasse il modo di inserirsi anche nell’offerta, promettente alla distanza, di banda larga televisiva oggetto dell’accordo con Telecom, senza cercare anche qui per forza la concorrenza a Sky?

In quest’ultimo caso bisognerà una buona volta trovare una soluzione al problema dei diritti della Champions’ League, che Mediaset si è aggiudicata a caro prezzo. Nulla esclude che anzichè svenarsi per strappare clienti a Sky, Mediaset possa anche trovare una qualche integrazione.

Come si vede, sono tutti scenari ipotetici, non reali al momento, anche se abbiamo cercato di illustrare quelli più plausibili, verosimili diciamo. Di sicuro molto si sta muovendo, la Tv sta cambiando pelle, i tempi restano complicati, se non difficili, per i media e fermi non si può stare.

Ma ci sono altre notizie da segnalare.

L'Assemblea degli Azionisti di Mediaset, riunitasi sotto la Presidenza di Fedele Confalonieri, ha approvato il bilancio d'esercizio di Mediaset S.p.A. al 31 dicembre 2014, il bilancio consolidato e le relazioni degli amministratori così come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 24 marzo 2015.
Nell'esercizio 2014 sono stati registrati ricavi consolidati netti pari a 3.414,4 milioni di euro (3.414,7 milioni di euro nell'esercizio 2013). L'Ebit è positivo per 248,8 milioni di euro rispetto ai 246,3 milioni di euro del 2013. Il risultato netto di Gruppo ammonta a 23,7 milioni di euro, in crescita rispetto agli 8,9 milioni di euro dell'anno precedente.
L'Assemblea degli Azionisti ha approvato la distribuzione agli Azionisti, quale dividendo, di euro 22.728.041,28 in ragione di euro 0,02 per ciascuna delle n. 1.136.402.064 azioni ordinarie costituenti il capitale sociale.

L'Assemblea ha poi provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, composto da 17 membri. Il nuovo Consiglio rimarrà in carica fino all'approvazione del bilancio dell'esercizio 2017 e risulta così composto: Fedele Confalonieri, Giuliano Adreani, Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Mauro Crippa, Bruno Ermolli, Marco Giordani, Gina Nieri, Michele Perini, Niccolò Querci, Stefano Sala e Carlo Secchi (dalla lista di maggioranza presentata del socio Fininvest S.p.A.); Franco Bruni, Alessandra Piccinino, Fernando Napolitano e Wanda Ternau (dalla lista di minoranza presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e di investitori istituzionali).
I consiglieri esecutivi sono otto: Fedele Confalonieri, Giuliano Adreani, Pier Silvio Berlusconi, Mauro Crippa, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolò Querci e Stefano Sala.

Il Consiglio di Amministrazione di Mediaset, eletto il 29 aprile dall'Assemblea degli Azionisti, si è poi riunito sotto la Presidenza di Fedele Confalonieri. Pier Silvio Berlusconi è stato nominato Vicepresidente e Amministratore Delegato.
Costituito anche il Comitato Esecutivo composto da cinque membri: ne fanno parte il Presidente, il Vicepresidente e Amministratore Delegato e i consiglieri Gina Nieri, Marco Giordani e Giuliano Adreani.
Il Consiglio ha inoltre conferito a Giuliano Adreani (precedente AD), presidente della controllata Publitalia, l'incarico di supportare l'Amministratore Delegato di Mediaset nella definizione del posizionamento strategico del Gruppo nel mercato pubblicitario e nelle relazioni commerciali con i maggiori investitori.

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