MediasetO Non si vende più

Ha tenuto tutti sulla corda il Cavaliere, compresa la Borsa che per qualche giorno aveva addirittura data per buona l’ipotetica operazione di fusione Mediaset – Telecom,

nata solo da alcune battute (tattiche) e francamente assolutamente improponibile anche sul piano delle norme Antitrust.

Ma alla fine ha chiarito ogni dubbio, lasciando intendere che anche stavolta non c'è alcuna grossa novità in vista prima delle elezioni e forse neanche dopo.

Insomma, Mediaset, se mai c'è stata qualche intenzione di venderla, non si vende più. Tutto come prima, tutto come le altre volte.

Silvio Berlusconi, prima del 13 maggio, insomma, non annuncerà un bel niente e il conflitto di interessi non verrà sciolto. Almeno per ora.

Il piano cui abbiamo accennato su questo sito la scorsa settimana e che prevedeva un forte frazionamento del capitale di Mediaset, con gestione a Murdoch, esiste ma salvo clamorose novità, resterà scritto sulla carta.

Murdoch, forse per questo, stavolta ha "abbozzato" senza problemi, assicurando che Mediaset non gli interessa.

Sembra invece che - per allontanare le accuse di non tener conto del conflitto di interessi - si stia studiando una soluzione di "blind trust", differente da quella che era prevista nella legge esaminata (inutilmente) in questi anni dal Parlamento; probabilmente, sulla base del lavoro di tre "saggi" (uno tedesco, uno americano, uno inglese), entro i primi 100 giorni di un eventuale Governo Berlusconi verrà esaminata una nuova proposta di legge in materia.

Berlusconi non sembra comunque disposto a "grossi sacrifici" o a tirare tanto facilmente i remi in barca, tanto che ha rilanciato ancora, affermando che "anche in America, i Presidenti possono mantenere la proprietà dei propri beni, perché qui noO".

Posizioni chiare (per chi le vuol leggere), tanto che è prevedibile in Parlamento un dibattito alquanto ruvido sul conflitto d'interessi; qualunque sia l'esito delle elezioni, infatti, ci sarà sempre qualcuno a cui l'idea di un Presidente del Consiglio "proprietario" o "ispiratore" di tre emittenti private + tre pubbliche proprio non va giù.

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