Mediolanum Channel dal satellite al web

Una delle più note e ‘longeve’ fra le Tv satellitari, Mediolanum Channel del gruppo di Ennio Doris e Berlusconi, lascia il satellite da aprile e si concentra sul Web. Cambia anche la ‘filosofia’: meno Tv generalista, più economia e finanza.

Vediamo il comunicato emesso dal gruppo Mediolanum per giustificare la nuova scelta (un po' dolorosa per i telespettatori più affezionati):

«Banca Mediolanum, da sempre alla ricerca delle vie più aggiornate per raggiungere la community dei propri clienti e divulgare la propria filosofia, ha deciso di cambiare la tecnologia di diffusione del proprio Mediolanum Channel che dal 1° aprile passerà dall'emissione satellitare del canale 803 di Sky alla distribuzione sul sito www.mediolanumchannel.tv.
Considerando che in Italia la diffusione dei Pc è di gran lunga superiore alla parabola, in pratica un italiano su due può accedere al web, si pensa in questo modo di poter facilitare la visione dei programmi e aumentare il numero degli ascoltatori.
Mediolanum Channel ha iniziato a trasmettere via satellite dal 9 gennaio 2001 con un palinsesto generalista, ma con un'attenzione specifica ai programmi economici, rivolto alla community Mediolanum composta da agenti, clienti e prospect.
Nel tempo si sono susseguiti nella conduzione dei molti programmi andati in onda personaggi del calibro di Paolo Liguori, Alessandro Cecchi Paone, Nicola Porro, Edoardo Lombardi, Arnoldo Mosca Mondadori, Marco Buticchi, che hanno contribuito a dare una forte connotazione di qualità alle produzioni del canale, sul quale sono anche state trasmesse in diretta tutte le edizioni del Mediolanum Market Forum.

Con il passaggio esclusivo su internet, dove il Mediolanum Channel è già presente da parecchi anni con un numero di contatti molto elevato, si coglierà l'occasione per abbandonare la parte più generalista della programmazione e dare maggior spazio ad argomenti economici e bancari con particolare focus al risparmio delle famiglie, concentrando su questa piattaforma la nostra attenzione e gli investimenti futuri».

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