Mentana deve tornare a ‘Matrix’

La sentenza emessa dal Giudice del lavoro del Tribunale di Roma stabilisce che Enrico Mentana deve tornare a condurre ‘Matrix’ su Canale 5. Ma avverrà davveroO

Enrico Mentana ha vinto la prima fase della battaglia giudiziaria intrapresa contro Mediaset. Il giudice del tribunale del lavoro di Roma Guido Rosa ha disposto il reintegro del giornalista a 'Matrix' come realizzatore e conduttore (un caso analogo era accaduto con Michele Santoro reintegrato dal giudice del lavoro).

Il caso è scoppiato in occasione della morte di Eluana Englaro ma da tempo i rapporti tra Mentana e Mediaset non erano proprio rosei, come spiega lo stesso Enrico Mentana nel suo libro uscito nei giorni scorsi, "La passionaccia".

Il caso è poi approdato presso il Tribunale del giudice Rosa che ha espresso verdetto favorevole a Mentana. Mediaset, che si dice stupita, annuncia ricorso in appello. "Aspettiamo di conoscere in dettaglio le motivazioni della sentenza - scrive Mediaset in una nota ufficale - , non ancora depositata dai magistrati, ma fin d'ora rendiamo noto che contro questa decisione ci appelleremo a tutte le sedi competenti".

Uno dei due avvocati dell'ex conduttore di 'Matrix', Domenico D'Amati (che è lo stesso che difese Santoro contro la Rai), ha spiegato che il giudice ha riconosciuto che nel caso di 'Matrix' non si trattò di dimissioni ma di licenziamento (Mentana si era invece dimesso solo da direttore editoriale di Mediaset).

I colleghi del Cdr del Tg5 hanno chiesto a Mediaset di recuperare Mentana, mentre il nuovo conduttore Alessio Vinci ha preferito non commentare e avrebbe invitato Mentana a essere presente a 'Matrix', senza però successo.

In realtà Mentana, almeno per ora, potrebbe anche accontentarsi di una 'vittoria morale', anche se i suoi avvocati già avvertono che la sentenza è immediatamente esecutiva e non eseguirla potrebbe costare caro a Mediaset.

Ma c'è anche un altro aspetto della questione. Se la rottura Mentana - Mediaset è avvenuta in un clima di 'sgarbi reciproci' (l'azienda poteva evitare di allontanare subito il giornalista anche da 'Matrix', quasi a ripicca, provocandone la definiva ira, per esempio), può anche sconcertare la 'spinta' di alcuni giudici a 'dettare i palinsesti'. Come già nel caso di Santoro, qualche Tribunale sembra voler stabilire, infatti, cosa deva andare in onda in Tv. E la cosa (che lede qualsiasi principio di libertà editoriale), se diventasse una tendenza effettiva, non potrebbe non provocare serie preoccupazioni dal punto di vista stesso della libertà d'informazione.

(Elena Romanato e Mauro Roffi)

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