Montefusco: la nuova sede di Rds per il digitale

La Radio verso il digitale –

Cambiano gli scenari anche nel mondo radiofonico, Rds, per esempio, sta seguendo attentamente la nuova era digitale: il proprietario, Eduardo Montefusco, è anche presidente RNA) e ha inaugurato una nuova sede ‘supertecnologica’.

Ecco una sintesi dell'articolo di Marco Mele sul 'Sole 24 Ore' del 6 marzo scorso:

«La vecchia Radio è morta, viva la nuova, multimediale e multipiattaforma. “Da un soggetto che offriva solo un palinsesto audio stiamo diventando un produttore di contenuti digitali multimediale e un creatore d'intrattenimento. La nostra nuova sede romana è la concretizzazione di tale metamorfosi”.
Eduardo Montefusco, presidente di Radio Dimensione Suono e presidente di Rna, Radio Nazionali Associate, delinea le caratteristiche della radiofonia nell'era del digitale e della multimedialità.
Allo stesso tempo evidenzia i risultati della propria emittente, che nel 2010 ha subito preso il "vento" della ripresa. A gennaio la raccolta pubblicitaria di Rds è cresciuta del 18%, a febbraio del 23% rispetto ai primi due mesi del 2009. “La crisi che ha colpito i media - sottolinea Montefusco - ha inciso solo per 7,7% sul fatturato della radio” e l'82% della popolazione, pari a quasi 40 milioni di individui, l'ascolta normalmente. “Sono numeri che aumenteranno - continua Montefusco - : la Radio si può ascoltare da una pluralità di apparecchi riceventi, dalla radio tradizionale all'autoradio, dall'iPod e dall'iPhone al Web”. Rds, ad esempio, ha avuto 120mila applicazioni scaricate per essere ascoltata attraverso l'iPhone.

Il "cuore" della nuova sede di Rds, ai confini del parco del Pineto, è l'Auditorium multimediale, progettato da cinque ingegneri. Sonorizzazione d'avanguardia, 72 altoparlanti, sei videoproiettori a 360 gradi, cinquanta spettatori seduti con sedie e palco a scomparsa, l'Auditorium ha vinto, alla Fiera di Amsterdam, l'InAVate Awards, organizzato dall'analoga rivista britannica per la miglior Corporate Facility integrata. “È il massimo che le tecnologie possano offrire a livello di suono” - aggiunge Montefusco».

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