Morandi non è più un ragazzino…

In “Non facciamoci prendere dal panico” Gianni Morandi tira fuori tutta la sua vitalità: canta, fa qualche piccolo predicozzo e intervista gli ospiti, soprattutto cerca di mostrarsi ‘cattivo’. Ma i momenti più riusciti sono ancora quelli del Morandi cantante…

Nello show di Gianni Morandi il cantante sembra voler dimostrare di non essere più l'eterno bravo ragazzo di Monghidoro e, oltre a cantare e a far cantare i suoi ospiti, cerca spunti per affrontare tematiche politiche e sociali, anche rischiando di fare il verso al suo collega Celentano.

Non è un caso se tra gli autori di "Non facciamoci prendere dal panico" (giovedì, RaiUno) c'è Diego Cugia, autore di "RockPolitick", che lavora insieme a Giampiero Solari, Claudio Fasulo, Benedetto Marcucci, Giulio Calcinari e lo stesso Morandi, per la classica produzione di Bibi Ballandi (che adesso debutterà anche nella fiction). Tutti hanno visto nel "Ce l'ho, mi manca" in apertura del programma il 'ripetersi' del tormentone "Rock/ Lento" del Molleggiato (che nelle vesti del predicatore, forse per la sua pedanteria, forse per la sua originalità, accentuata da una certa goffaggine che lo rende simpatico, ha sicuramente molta più presa sul pubblico).

Il taglio del programma è comunque meno "serioso" e l'atmosfera meno pesante e più scanzonata che in RockPolitick. Morandi è e resta un cantante. "Non facciamoci prender dal panico" è uno spettacolo itinerante, non solo musicale come "C'era un ragazzo", nel quale il "ragazzo emiliano" fa soprattutto il suo mestiere. Canta e riesce a fare cantare personaggi come Catherine Denueve o Mariangela Melato, dimostrando sempre di divertirsi molto a fare il suo lavoro. E quelli sono in effetti i momenti più riusciti dello spettacolo.

C'è poi il Morandi 'cattivo' che nelle candid camera ne fa di tutti i colori, sempre per distruggere quell'immagine di "bravo ragazzo" che si è cucito addosso in quasi quarant'anni di carriera. Anche quando cerca la provocazione, però, Morandi non è molto credibile: scende a stringere la mano a due coppie gay spagnole, sposate, e commenta "In Italia non si usa ancora"; altrettanto quando gioca con i doppi sensi sul Viagra "che ci ha allungato il futuro" o "ma voi vi chiederete Morandi lo prende o non lo prende. Non posso dirvelo".

Intensi invece i momenti in cui, grazie alla tecnologia duetta in bianco e nero con Giorgio Gaber o Anna Magnani in bianco e nero.

Complessivamente - e magari RaiUno non se lo aspettava - il pubblico ha risposto un po' perplesso, senza ascolti di rilievo. In un mare di reality, il varietà funziona ancora se è un 'evento', se c'è un mattatore assoluto (vedi Fiorello), oppure se ha un impianto talmente solido da interessare di per sé i telespettatori. 'Ballando con le stelle' è ancora un'idea vincente, Celentano, in tempi di 'berlusconismo' è stato un evento con un'aria da 'fronda' e da 'programma maledetto' che piaceva da morire.

Morandi poteva rifare ancora se stesso e forse avrebbe funzionato: ha invece tentato un ibrido che non ha convinto tutti. Peccato, perché l'impegno c'era, ma non sempre le ciambelle, pur preparate con molta buona volontà, riescono con il buco.

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