Morto il concorso di bellezza, ecco l’asta

Dichiarato ammissibile in Parlamento l’emendamento del Governo al Decreto Fiscale che annulla definitivamente il beauty contest e indice l’asta sulle frequenze entro 120 giorni. Il testo integrale dell’emendamento governativo.

Via libera del Consiglio dei ministri all'annullamento del beauty contest per l'assegnazione gratuita delle frequenze televisive, che ora dovranno essere acquistate con un'asta onerosa. La decisione, proposta dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, va nella linea già annunciata dall'esecutivo, che aveva suscitato forti proteste da parte di Mediaset e anche del Pdl. Applaude, invece, il centrosinistra che vedeva nel 'concorso di bellezza' un regalo del passato governo all'emettente di Silvio Berlusconi. Il governo ricorda che "si pongono le basi per la chiusura della procedura di infrazione comunitaria da tempo aperta contro l'Italia" e sottolinea che "si creano le condizioni per aumentare ulteriormente pluralismo e trasparenza".

Il capitolo però non è chiuso. Non solo perché sarà l'Agcom a mettere a punto le regole dell'asta sulla base di alcuni criteri dettati dal consiglio dei ministri. Ma anche per la scelta di optare non per un decreto ad hoc, ma per un emendamento al decreto fiscale in discussione a Montecitorio. Comunque l'emendamento è stato dichiarato ammissibile alla Camera, ieri.
Poi, dopo la presentazione di eventuali subemendamenti, il provvedimento passerà all'esame dell'Aula e quindi tornerà al Senato.

Il nodo sembra essere il numero di mux che Rai e soprattuto Mediaset potranno avere. Se fosse ribadito il numero massimo di cinque, in funzione antitrust e fosse considerato anche il mux ex-DVB-H, Rai e Mediaset sarebbero già al massimo e dunque non potrebbero avere altri mux anche partecipando all'asta onerosa.

Anche per questo, fra ieri e oggi, sono scoppiate violente polemiche che hanno condizionato anche il vertice fra Monti, Alfano, Bersani e Casini. Il Pdl è totalmente insoddisfatto di questi sviluppi in tema di frequenze Tv e Mediaset vuol fare ricorso. Si evidenzia dunque più che mai il problema del solito conflitto di interessi.

Dopo l'azzeramento del beauty contest, le frequenze saranno assegnate con più lotti e spetterà al ministero dello Sviluppo Economico indire la prima asta entro 120 giorni dall'approvazione del provvedimento per - spiega il consiglio dei ministri - "valorizzare economicamente una risorsa preziosa quale quella delle frequenze, puntando inoltre al consolidamento dell'industria televisiva e allo sviluppo del comparto Tlc". Come previsto, alcune frequenze, quelle posizionate sopra la banda 700, saranno assegnate per un periodo di tempo più limitato perché dal 2015, secondo le linee dell'Unione Europea, dovranno essere riassegnate con ulteriori aste agli operatori di Tlc. Spetterà all'Agcom mettere a punto, sentita l'Ue, le regole della gara che dovrà essere riservata "agli operatori di rete, assicurando la separazione verticale tra i fornitori di programmi e gli stessi operatori di rete".

L'emendamento del governo contiene previsioni più generali sulla valorizzazione dello spettro e sul riordino dei contributi per l'utilizzo delle frequenze entro il 2012, oltre a misure per favorire nuovi standard televisivi come Dvb-T2 e Mpeg-4, per aumentare quantità e qualità delle trasmissioni televisive, ai quali i televisori dovranno adeguarsi entro il 2015.

Il Pd, al contrario del Pdl, plaude allo stop del beauty contest. "La decisione del governo è importante", commenta il deputato del Pd, Paolo Gentiloni, che sottolinea l'obiettivo del "massimo introito per le casse dello Stato" e della "promozione di un mercato televisivo aperto". "Dal momento che all'Autorità di garanzia sulle comunicazioni spetterà un ruolo rilevante - avverte però Giuseppe Giuletti di Articolo 21 - a questo punto diventerà ancora più essenziale illuminare a giorno le procedure di rinnovo dell'autorità medesima". E il leader Idv, Antonio Di Pietro, chiosa: "Sul beauty contest speriamo che il governo sia passato realmente dalle parole ai fatti. Ci riserviamo di vedere il testo che ci auguriamo rispecchi quanto chiesto più volte dall'Italia dei Valori".

A parziale 'risarcimento' della scelta, Passera ha stabilito che Rai, Mediaset e gli altri 7 partecipanti al precedente concorso di bellezza delle frequenze Tv otterranno comunque una sorta di 'rimborso per le spese sostenute'. Per loro si prospetta dunque un indennizzo (entità da stabilire) per l'eliminazione della procedura di gara.
L'emendamento firmato dal Governo “tecnico” prevede che “con decreto del ministro dello sviluppo economico (Corrado Passera), di concerto col ministro dell'economia e finanze (Monti), sono definiti i criteri e le modalità per l'attribuzione di un indennizzo ai soggetti partecipanti alla suddetta gara non competitiva”.
È anche un modo per cercare di evitare i contenziosi aperti dagli operatori iscritti e ammessi alla gara (TI Media, Europa 7, Mediaset, Tivuitalia, in realtà esclusa, Prima Tv e Rai hanno già fatto ricorso), che avevano praticamente completato la procedura del Beauty Contest.

In allegato in esclusiva il testo integrale dell'emendamento governativo presentato alla Camera, con le relazioni allegate.

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