MTv Arabia alla conquista del Medio Oriente

A mezzanotte di venerdì 16 novembre (ore 21 in Italia) MTv Arabia ha iniziato le sue trasmissioni.

Una scommessa importante per il marchio televisivo dedicato ai giovani, che con questa operazione esporta ancora un marchio ed uno "style of life" che accomuna i ragazzi di mezzo mondo. Ma, come sempre succede per le diverse "sorelle" della famiglia MTv, ognuna si caratterizza adeguandosi agli usi e costumi, non solo musicali, del Paese in cui trasmette. In questo caso a MTv Arabia che trasmette da Dubai, Arab Media Group, società pubblica che gestisce il canale, ha imposto tre condizioni: niente nudità e atteggiamenti sessuali espliciti, bandite le scene di violenza e vietati i crocifissi.

Il canale si propone di raggiungere 19 milioni di famiglie che vivono in Arabia, Egitto, Libano e negli Emirati ma sarà visibile con il satellite in tutto il Medio Oriente con una potenziale audience di 190 milioni di telespettatori. Trasmetterà un mix di video internazionali (60%) e locali, escludendo però i videoclip di quelle star particolarmente provocanti, svestite ed ammiccanti: si ritoccheranno dei 'particolari', mentre nei casi troppo "scandalosi" i videoclip verranno smontati e rimontati. Tra i conduttori Mohammed Hammad, 24 anni.

Il palinsesto non comprende solo video ma anche programmi come "Pimp my ride" o "Trl". A febbraio il palinsesto sarà completato con gli adattamenti locali di alcune trasmissioni, come la candid camera "Boiling Points" e i reality ma anche con produzioni originali come "Hip hop naa" programma itinerante che andrà alla scoperta di nuovi talenti arabi per produrre una compilation di emergenti.

Per la serata di inaugurazione del canale la produzione è stata affidata alla struttura italiana di MTv. "Ci hanno riconosciuto il lavoro di integrazione con la cultura locale - ha dichiarato con soddisfazione Antonio Campo Dall'Orto - . A differenza di quello che accade in altri Paesi, come Francia e Portogallo, MTv Italia non è vista come "americana" . La convivenza di valori è già nella società, ma l'equilibrio è fragile. Le ricerche mostrano che l'obiettivo dei giovani di questi Paesi arabi è fare cose simili a quelle dei loro cOEtanei occidentali. Allo stesso tempo, però, non c'è uno schiacciamento sulla nostra cultura; fuggono dalla westoxification, l'intossicazione da Occidente".

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