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Multa a Santoro e Fazio
Multata anche la puntata di 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio in cui l'ospite Marco Travaglio espresse severi giudizi e dubbi sui rapporti con la mafia dell'allora neopresidente del Senato Renato Schifani: per quelle affermazioni (da cui pure Fazio prese subito e nettamente le distanze) la Rai pagherà diecimila euro. Molto scontento della multa è apparso il direttore di RaiTre Paolo Ruffini, che nega responsabilità (e forse ha ragione).
La violazione, votata a maggioranza dall'Agcom, concernerebbe, secondo l'Autorità, "i diritti fondamentali della persona". Subito dopo la votazione il relatore sulla vicenda, il Commissario di Centro-Sinistra Lauria, si è dimesso in polemica con la linea decisa dall'Agcom.
In generale il Centro-Sinistra si è espresso contro il provvedimento, che sarebbe un 'precedente pericoloso'.
Per la Federazione Nazionale della Stampa, poi, ''la decisione dell'Agcom di censurare la Rai per le trasmissioni di Michele Santoro e di Fabio Fazio, al di là del rispetto che si deve sempre alle 'sentenze' di organismi giurisdizionali, si offre a legittime considerazioni anche critiche e a giustificate preoccupazioni. Appare, infatti, sempre più difficile fare informazione in diretta ed assicurare sul servizio pubblico la circolazione delle opinioni più dibattute e fuori schema. Il servizio pubblico, abbiamo sempre detto, non può peccare di omissione informativa. I codici di garanzia devono essere rispettati, la dignità delle persone è un valore sostanziale assoluto ma la disciplina delle garanzie non può mai rischiare di trasformarsi in censure o in subliminali inviti a farne o in esclusioni di voci.
Sicuramente la decisione dell'Agcom ripropone, in tutta evidenza, la necessità di rivedere totalmente i sistemi di controllo sul servizio pubblico sottoposto sempre più a limiti e condizionamenti piuttosto che a regole di libertà''.
Ci permettiamo però un piccolo commento in dissenso con questa nota della FNSI. Se è vero che le competenze sulla Rai non sono chiare (l'Agcom o la Vigilanza hanno competenza o ce l'hanno tutti e due gli organismi, come pareO Uno po' troppo...), quella trasmissione di Santoro, come altre dello stesso personaggio, appare ben poco difendibile. A che scopo diffondere decine e decine di minuti di un Grillo registrato in comizio che insultava tutto e tutti, compreso un maturo scienziato che è una gloria dell'Italia e lo stesso Presidente della RepubblicaO Qual era il valore di quella "provocazione", fatta ad arteO Si voleva, in realtà, dare tutto lo spazio possibile a Grillo e al suo alleato Travaglio (peraltro commentatore fisso della trasmissione) e eccitare a dovere gli animi, cosa pienamente riuscita grazie alla presenza di Sgarbi, che fra mille insulti e parolacce creò un clima assurdo per una trasmissione televisiva di prima serata, ridotta a uno scontro (quasi fisico) a chi la sparava più grossa, a chi insultava di più, a chi aizzava di più le passioni degli spettatori.
Tutto ciò è libertà di pensiero, dovere di informare, compito del servizio pubblicoO Non ci pare e ci pare sbagliato anche per trasmissioni simili dover pagare il canone e persino le multe. Naturalmente Santoro insiste e si è permesso nei giorni scorsi persino di contestare con durezza e con totale libertà i vertici Rai, cioè il suo stesso editore, quello che gli permette di andare in onda. Niente di strano: in precedenza Santoro era riuscito ad ottenere sentenze giudiziarie secondo le quali la Rai era addirittura 'obbligata' a mandarlo in onda (il giudice che decide il palinsesto Rai!).
Forse la FNSI può trovare cause e personaggi migliori da difendere...
Mauro Roffi





























