Muore con Sandro Ciotti un pezzo della Radio italiana

Si è spento nella sua casa romana forse la voce più conosciuta della Radio italiana, Sandro Ciotti, per decenni narratore impareggiabile delle partite di calcio e commentatore anche di musica, cinema, spettacolo.

Non sarà dimenticato facilmente Sandro Ciotti, scomparso stamattina nella sua casa romana. Per decenni era stato la voce stessa del calcio italiano, quale narratore impareggiabile, allo stesso tempo efficacissimo ed elegante, sempre fiorito e "colto" nel linguaggio come nella vita, della partite di campionato nella rubrica radiofonica per eccellenza dello sport italiano, "Tutto il calcio minuto per minuto". I suoi duetti con Enrico Ameri, voce narrante principale del programma con le sue trascinanti radiocronache ma con lui a fargli da spalla ideale, con i suoi "ficcanti" interventi dal "secondo campo" della giornata, resteranno indelebili nella memoria di quanti hanno avuto il transistor come compagno fedele di tante domeniche.

Aveva seguito il calcio per RadioRai per tanti anni e aveva continuato, con la celeberrima voce roca che lo contraddistingueva in modo inconfondibile (sia pure, ultimamente, sempre più flebile) a commentare fatti e fattacci del calcio a "Radio anch'io" del lunedì e in altre rubriche di RadioRai, fino a poche settimane fa. E in queste ore proprio RadioRai gli sta tributando il dovuto, inevitabile e pur sempre triste omaggio.

Ciotti, 75 anni, romano, era entrato in Rai nel 1958 e da ragazzo aveva fatto studi classici imparando anche a suonare il violino (ma "strimpellava" benissimo anche al piano). La sua prima radiocronaca risale al 1960 e fu quella della partita Danimarca - Argentina, valida per il torneo delle Olimpiadi di Roma.

Da lì in poi ebbe inizio una carriera radiofonica senza uguali, con 2400 partite raccontate dal vivo, 15 Giri d'Italia, 9 Tour de France, una decina di Olimpiadi e altrettanti Mondiali di calcio. E non solo sport: per molti anni Ciotti condusse con Lello Bersani la celeberrima rubrica di cinema "Ciak", appuntamento fisso ai Festival e per tutte le notizie dal mondo della celluloide. E poi la grande passione per la musica, con 40 edizioni del Festival di Sanremo seguite dai microfoni della radio, con passione, puntiglio, vivace spirito critico (ma, in fondo, anche con bonarietà).

Uomo colto e pignolo, amante della cura del particolare, anche nel linguaggio, Ciotti era anche un "viveur", che amava la buona compagnia, gli amici, il gioco (lo scopone soprattutto) e naturalmente anche le donne e forse proprio per questo aveva preferito non sposarsi.

Ma più di ogni altra cosa amava la Radio, mezzo meraviglioso che aveva usato con una capacità senza paragoni. Tanti radiocronisti di oggi gli devono tutto, tanti ascoltatori lo piangono, sul filo della memoria, ricordandolo con grande affetto (Mauro Roffi).

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