NAB 2013 – MEDIASET

SPECIALE NAB 2013 Las Vegas - Videointerviste –

Marco Pellegrinato, Research & Engineering Deputy Director – MEDIASET

Marco Pellegrinato - Research & Engineering Deputy Director di Mediaset, nonché Vicepresidente di HD Forum Italia - è stato uno degli operatori del settore “di passaggio” da noi incontrati al NAB.

“Innanzitutto - ha esternato il manager - vedo l'afflusso di tanta gente a questa manifestazione, il che lascia sperare che, almeno l'America, stia tornando ai tempi antecedenti la crisi. E poi noto una considerevole presenza del formato 4K. Ieri, il presidente di una casa produttrice di tecnologie mi mostrava una telecamera Ultra HD - davvero sensazionale - realizzata dalla stessa house. Gli ho chiesto per quale buona ragione un broadcaster dovesse entrare nel mondo dell'Alta Definizione “maggiorata”, ed egli mi ha risposto che questa buona ragione era data dalla qualità di immagine. La mia replica è stata che qualora con l'innalzamento della qualità fosse stato possibile vendere più pubblicità, allora forse il 4K avrebbe avuto un senso. Tutto questo per dire che se oggi nel nostro Paese, per un broadcaster free generalista, è già difficoltoso trovare una giustificata collocazione a contenuti in classico formato HD, pensare a un inserimento possibile per programmi in 4K diventa addirittura arduo”.

“In particolare, poi, per quanto ci riguarda - ha proseguito Pellegrinato - , abbiamo appena completato la reingegnerizzazione degli studi di Mediaset in 3G, tecnologia che permette una definizione di immagine già di per sé molto elevata. Se domani dovessimo passare all'UHD avremmo bisogno almeno di un supporto a 6G, con conseguente necessità di modificare gli impianti. E credo che questo sia molto difficile, perché noi broadcaster non disponiamo più delle risorse sulle quali potevamo fare affidamento fino a una decina di anni fa”.

“Certo - ha aggiunto il nostro interlocutore in un altro passaggio delle sue dichiarazioni - , pare che in Italia l'arrivo dei primi televisori domestici in 4K sarà anticipato di due anni (2015 anziché 2017), con l'offerta di schermi da 70/80 pollici (davvero difficoltosi da gestire in ambiente casalingo), necessari per apprezzare appieno il salto qualitativo garantito dal nuovo formato. E io mi chiedo: ci sarà lo spazio e la “volontà” per ricevitori del genere, in appartamenti che già oggi cominciano ad essere invasi da Tv “connected”, second screen, play station e device di altro genere? Chissà! In ogni caso, se nei prossimi anni una massa critica di italiani - stimabile nell'ordine del 50/60% o anche oltre - risulterà effettivamente orientata verso i ricevitori Ultra HD previsti a partire dal 2015, è probabile che prima del 2020 ci saranno programmi continuativi lineari in 4K… E' un auspicio!”.

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