Non solo il ‘caso Sallusti’, c’è anche quello di Amandola

Il giornalista Rai che aveva parlato di tifosi napoletani “che si distinguono dalla puzza” è stato licenziato dalla Tv pubblica. Qualcuno trova il provvedimento un po’ esagerato…

Come riferisce Alessandro Galavotti del'Ansa, Amandola è stato “licenziato per le frasi irriguardose sui napoletani. Giampiero Amandola, l'autore del servizio sulla vigilia di Juventus-Napoli, andato in onda lo scorso 20 ottobre sul Tgr Piemonte, non è più un giornalista Rai. L'azienda di viale Mazzini ha scelto la via dura per punire il cronista, sospeso da un mese e (adesso) fuori dall'organico della redazione di Torino”. Amandola, com'era facile prevedere, ha annunciato l'intenzione di impugnare il provvedimento.

Nel servizio realizzato fuori dallo Juventus Stadium poche ore prima del match di campionato tra bianconeri e napoletani, e andato in onda nella edizione serale del Tgr Piemonte, Amandola intervistava alcuni tifosi juventini.
«I napoletani sono un po' ovunque, come i cinesi...», diceva uno di loro al microfono. Il giornalista non stigmatizzava la battuta, ma, incomprensibilmente, rincarava la dose (e non sembrava proprio uno scherzo) e asseriva: «Li distinguete dalla puzza, con molta signorilità...».

Una frase assurda che ha dato seguito a una lunga coda di polemiche, culminata nella decisione della Rai di sospenderlo - due giorni dopo il servizio incriminato - «per l'inqualificabile e vergognoso servizio».
Con tanto di scuse ufficiali del direttore generale, Luigi Gubitosi, al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Perchè la Rai, è la netta presa di posizione presa da Viale Mazzini, «è e sarà sempre in prima fila nella lotta contro ogni forma di razzismo e la stupidità che l'accompagna».

Il Comitato di redazione della sede torinese della Rai, che si era subito scusato con i telespettatori per gli «apprezzamenti irrispettosi nei confronti dei tifosi napoletani», ha comunicato la notizia del licenziamento agli altri redattori. Proprio alla luce delle scuse, il segretario della Stampa Subalpina, il sindacato dei giornalisti piemontesi, Stefano Tallia, parla di un provvedimento «sproporzionato».
E, pur riconoscendo «la gravità dell'errore», si augura che nel contenzioso che si aprirà con la decisione di Amandola di impugnare il provvedimento si trovi «un accordo», in grado di «evitare una conclusione drammatica della vicenda».

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