Nulla di fatto fra Mediaset e Sky

Scenari in movimento nella Tv italiana. Sembra in stallo, se non del tutto arenata, la trattativa fra Mediaset e Sky. Questa situazione riapre nuove prospettive di una possibile intesa Mediaset – Rai per costruire nuove offerte DTT e anche sul satellite.

Ecco quanto ha scritto Marco Mele su 'Il Sole 24 Ore':

«Le alleanze nella Tv digitale tornano in movimento. Mediaset chiude con Sky e apre alla Rai per lanciare un'offerta digitale satellitare complementare a quella digitale terrestre.

Fino a un mese fa, lo scenario era occupato dalla trattativa Mediaset-Sky, condotta in prima persona dai figli dei fondatori dei due imperi, Piersilvio Berlusconi e James Murdoch. L'oggetto era la Tv a pagamento e i relativi diritti premium, con Sky impegnata ad acquistare da Mediaset calcio, film e telefilm per la piattaforma satellitare.

Dietro alla trattativa, forse, anche un "patto di non aggressione" sulle rispettive piattaforme d'elezione, quella satellitare per Sky e quella terrestre per Mediaset. Dopo il 2011, Sky potrà operare su frequenze terrestri e acquistare diritti per tutte le piattaforme, come oggi Mediaset. La trattativa tra i due poli privati del sistema può dirsi "congelata" se non fallita, dopo incontri burrascosi e senza accordo sul prezzo dei diritti in mano a Mediaset.

Un'intesa Sky-Mediaset avrebbe messo gli altri operatori nell'angolo, in primis la Rai. Il fallimento della trattativa, invece, ha facilitato la ripresa della discussione tra Mediaset e Rai. L'oggetto è però totalmente diverso.OSi parla, infatti, di lanciare un'offerta satellitare digitale gratuita di supporto e complemento a quella digitale terrestre. I colloqui, non a caso, avvengono nell'ambito di Tivù che, finora, non si è riusciti a far diventare la piattaforma comune agli operatori del digitale terrestre, come è avvenuto per la Freeview britannica. Ci sono da prendere scelte delicate.

Come sulla codifica del segnale: il satellite si riceve all'estero, in mercati per i quali gli operatori nazionali non hanno i diritti. E dei decoder: non sono sul mercato quelli in grado di ricevere il segnale terrestre e quello satellitare. La Rai, poi, deve rinnovare nel 2009 il suo vantaggioso accordo con Sky.

Il digitale terrestre, insomma, rimane la sola piattaforma che permette di offrire un servizio universale. A un prezzo elevato, però, a causa dei "buchi" nella copertura del territorio. Sarebbe costosissimo coprirli moltiplicando gli impianti terrestri. La via più semplice è di offrire un bouquet digitale ricevibile con una parabola. Si tratta di varare un'offerta che conterrà quella digitale terrestre. Poi, si vedrà: le variabili in campo, da quelle tecniche, come la capacità trasmissiva a quelle politiche e regolamentari, non mancano.

Tivù ha come principali ma non unici operatori due soggetti che controllano oltre l'80% dell'audience e della pubblicità nazionale. I vertici Rai scadono a maggio e saranno sostituiti dopo l'estate. Mediaset è sempre nel mirino per il conflitto d'interessi, ancor più in caso di vittoria di Berlusconi alle elezioni.

Rai e Mediaset attendono, forse nella prossima settimana, il rilascio delle autorizzazioni a trasmettere sulle frequenze destinate dall'Agcom alla Tv digitale in Sardegna. Dovrebbero avere sei reti a testa. Sarà un test fondamentale per la Tv italiana per i suoi assetti futuri, per le nuove dimensioni dell'offerta per la copertura e la qualità del segnale. E per l'offerta digitale satellitare di Rai e Mediaset».

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