Onde Medie: un commento alle risposte del Ministero

 

L’amico Giorgio Marsiglio ci ha inviato alcune considerazioni sulle risposte del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ai quesiti posti dopo la pubblicazione dell’Avviso pubblico per l’assegnazione delle frequenze radio Onde Medie a modulazione di ampiezza (AM). Eccole di seguito, punto per punto.

 

“Diversa ubicazione delle stazioni trasmittenti - Considerato che per gli impianti di tutte (o quasi) le frequenze i nuovi operatori in onde medie richiederanno ubicazioni differenti, rispetto a quelle indicate nelle tabelle ministeriali (sostanziale fotocopia delle coordinate degli impianti RAI ora dismessi), il Ministero dovrà andare a rinegoziare i posizionamenti in sede internazionale, mediante la procedura di coordinamento in sede ITU.

Ci aspettano tempi lunghi e nuove battaglie, ma almeno la strada è tracciata. Non credo che, fino a solo un anno fa, il MISE avrebbe accettato anche solo l'idea di poter modificare quanto indicato nelle proprie tabelle.

Orario di operatività delle stazioni trasmittenti - Grave handicap è quello degli orari di trasmissione, in riferimento al quale il MISE [vedi le risposte ai punti n. 18 (risposta a) e n. 35 (risposta 5)] esclude estensioni di orario (limitato, salvo alcune eccezioni, dalle 4 alle 17 UTC) : anche qui ci sarà da lavorare, ma se lo scopo di chi vuol trasmettere non sarà di lucro, intanto potrà iniziare a farlo anche se per poche ore.

La presentazione del progetto - Se si è veramente intenzionati a trasmettere in onde medie, importante è presentare la SCIA per ottenere l'autorizzazione generale e presentare la istanza per ottenere il diritto di uso di una frequenza. Due, quindi, i documenti da presentare:

  1. l’autorizzazione generale a trasmettere (per conseguire la quale si deve inviare la SCIA);
  2. l’istanza di assegnazione del diritto d’uso di una frequenza radio in onde medie (che può essere richiesta solamente da chi è già titolare di un'autorizzazione generale a trasmettere oppure, come afferma l’Avviso Pubblico del MISE, ha già inviato l’istanza di richiesta della medesima autorizzazione).

 

Insieme alla istanza per l’assegnazione del diritto di uso di una frequenza, deve essere presentato anche un progetto se (come sarà in moltissimi casi) si intenda trasmettere con caratteristiche diverse da quelle indicate nelle tabelle del Ministero.

Il Ministero non precisa in quale forma dovrà essere presentato tale progetto; in proposito, le risposte ai quesiti dicono solamente che “nel caso in cui si voglia esercire la frequenza per cui si è presentata la domanda, in modo difforme dalle caratteristiche tecniche indicate nelle schede di GE75 (…), al seguito della presentazione di un apposito progetto , questo Ministero avvierà la procedura di coordinamento internazionale in sede ITU”.

Quindi, mancando indicazioni precise, è ragionevole ipotizzare che vi possa essere una certa libertà su come presentare tale progetto. Si può così pensare di seguire lo schema adottato per le tabelle ministeriali, compilando - ove sia possibile - le indicazioni di cui alle voci “Caratteristiche dell’emissione”, “Stazione e sito di riferimento”, “Caratteristiche generali”, “Caratteristiche d’antenna”, “Campo usabile”.

Poi, se qualcuno ha anche qualche disegno o testo descrittivo già pronto, lo alleghi pure alla documentazione delle domande.

L’importante è evidenziare fin da subito (cioè nella stessa istanza di assegnazione del diritto d’uso di una frequenza in onde medie) in quali aspetti ci si vorrà differenziare dalle caratteristiche indicate nella tabella ministeriale della frequenza di cui si intenda chiedere il diritto di uso.

L’omologazione dei trasmettitori in Onde Medie - Qualcuno ha posto al Ministero il quesito inerente alla omologazione degli futuri impianti trasmittenti: ha fatto benissimo, perché la questione è ineludibile. Infatti, quelli in onde medie sono impianti trasmittenti che lavorano su tensioni elevate, con il rischio di folgorazione sempre presente in mancanza di adeguate protezioni. Ma, oltre a quello della sicurezza, c’è anche il problema delle interferenze dannose.

E così, nelle proprie risposte (vedi i punti nn. 16 e 39-risposta 6), Il Ministero ha inevitabilmente richiamato la direttiva dell’Unione Europea 2014/53/UE (nota come “Direttiva RED-“Radio Equipment Directive”) recepita dall’Italia con decreto legislativo 22 giugno 2016, n. 128.

Quali i rischi per chi volesse comunque utilizzare un impianto trasmittente in onde medie non a norma (oltre quelli derivanti da una non corretta applicazione delle Leggi della Fisica) ? Il Sequestro dell’impianto non omologato e l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Qualcuno potrebbe dire che l’impianto se lo è autocostruito, ma l’esonero dalla direttiva RED vale solo per gli impianti utilizzati dai radioamatori per l’attività radioamatoriale e qualche altro caso, ma non certo per gli impianti in onde medie.

Che fare allora, considerato che (come affermato nella domanda n. 39-6) “in Italia non esistono produttori di trasmettitori AM ma sono costruiti in paesi esteri extra UE (e non omologati e privi di marchio CE)”?

Suggerisco di scrivere semplicemente che “considerato l’onere economico che si sarà chiamati a sostenere, ci si riserva di comunicare successivamente le caratteristiche delle apparecchiature, una volta conseguito il diritto d’uso delle frequenza richiesta”.

Nel frattempo, vedremo che evoluzioni potrà avere il mercato, così come il lavoro degli importatori e l’attività degli organismi di valutazione della conformità. Ricordiamo che ci vorranno, infatti, ancora altri mesi perché il Ministero porti a termine la procedura di coordinamento internazionale in sede ITU, visto che - come ho sopra ricordato - in moltissimi casi si chiederà di trasmettere con caratteristiche diverse (in primo luogo, l’ubicazione dell’antenna) da quelle indicate nelle tabelle del Ministero”.

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