Par condicio: la solita utopia…

Con le elezioni alle porte ecco scene già viste molte volte in passato. Berlusconi invade la Televisione, avendone tre e più di sua proprietà e contando sulla disponibilità di una Rai colta di sorpresa dal suo attivismo. Poi ecco le proteste e la corsa a provvedimenti più o meno ‘d’emergenza’…

Potrà anche essere un'illusione - stavolta - quella di Berlusconi di poter rimontare la china a forza di comparire in Tv ma al solito l'agenda la detta lui, come tante volte in passato, e soprattutto qualche effetto favorevole già si vede (nei sondaggi). Spicca al solito l'incapacità di tutti gli altri di tenere il passo, con i consueti provvedimenti d'emergenza per frenarne l'ardore televisivo, le riunioni della Viglianza (se ci saranno) in perenne ritardo sugli eventi, l'intervento dell'Agcom, il richiamo a norme che pure ci sono ma che, come sempre, non bastano per 'regolarizzare' la prima fase della campagna elettorale, in attesa del provvidenziale avvento della par condicio.

Con una chiara sensazione di 'dejà-vu' e l'ennesimo “applauso” a chi a destra e a sinistra non ha voluto regolare in vent'anni il conflitto d'interessi, vediamo allora che cosa sta succedendo in queste ore.

Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo M. Cardani, ha approvato ieri lo schema di regolamento recante le disposizioni attuative della legge sulla par condicio da applicare nella prossima campagna elettorale.
Il testo del regolamento verrà trasmesso alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ai fini delle consultazioni previste dalla legge n. 28 del 2000 ed entrerà in vigore in tempo utile per l'avvio della campagna elettorale che coincide con la data di convocazione dei comizi elettorali.

Nella fase attuale - ricorda l'Agcom - trova applicazione la delibera 22/06 la quale stabilisce tra l'altro che anche nel periodo pre-elettorale le trasmissioni devono osservare i criteri di imparzialità, equità, completezza, correttezza, pluralità dei punti di vista ed equilibrio delle presenze dei soggetti politici.

Naturalmente sono parole, perché nel frattempo Berlusconi può comunque “disporre delle proprie Tv” e la sua presenza sul video continua, ultima con “L'Arena” di domenica prossima con Giletti (salvo sorprese).

La Viglianza dorme sonni profondi, intanto (si ricorda che le 'Tribune Politiche' non esistono da anni, ormai), anche perché il presidente Zavoli è ancora acciaccato dopo l'orribile rapina subita a casa e soprattutto perché - nei probabili calcoli del Centro-Destra - più tardi si affronterà il problema, più si potrà manovrare liberamente. Tuttavia qualcosa ora si dovrà pur fare.

E intervenuto allora il Cda della Rai, con Tarantola e Gubitosi d'accordo, che ha raccomandato «di mantenere nel palinsesto un equilibrio tra le diverse forze politiche nella fase pre par condicio e di escludere presenze di ospiti politici nei giorni 24, 25, 26, 31 dicembre e 1 e 6 gennaio».
Ma domenica è ancora il 23 e poi ci saranno i giorni dal 27 al 30 dicembre: Berlusconi - sembra certo - ci proverà ancora.

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