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Pareri discordi sulla "cessione del 40%"

Ecco quanto è apparso su uno degli ultimi numeri del bollettino dell'associazione, 'Frt Radio & Tv Notizie':

«Un provvedimento che favorisce il pluralismo e agevola la transizione, venendo incontro alle esigenze degli operatori, e una dimostrazione della competenza e della sensibilità dell'Organismo di garanzia. È questo il giudizio della Frt sulla delibera per l'allocazione del 40% della capacità trasmissiva nei multiplex digitali di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, approvata il 7 marzo dal Consiglio dell'Autorità.
Accogliendo le richieste dell'Associazione Tv Locali Frt, molto soddisfatta per i contenuti del provvedimento, è stato rimosso l'obbligo per le Tv locali, inizialmente previsto, di costituirsi in consorzio ed è stata ampliata, nella logica di pari dignità con gli altri operatori richiedenti, la possibilità di chiedere capacità trasmissiva non solo per le aree all digital, ma su tutto il territorio nazionale.

Tre le tipologie di soggetti che potranno accedere alla capacità trasmissiva, da assegnare attraverso una procedura competitiva: gli editori indipendenti, le Tv nazionali con copertura analogica insufficiente e le Tv locali che non dispongono di impianti in digitale, cui è stata riservata la quota di un terzo della disponibilità, con la possibilità di vedersi assegnare a livello regionale anche capacità residua nazionale non richiesta delle Tv nazionali minori.

L'assegnazione avverrà sulla base di una graduatoria per i soggetti richiedenti selezionati sulla base di un disciplinare in cui si terrà conto di diversi parametri, tra cui: solidità patrimoniale dell'impresa, rapporto tra i mezzi propri e il capitale di debito, valutazione del piano di impresa, sostenibilità economica, patrimoniale e finanziaria dell'attività di impresa nel medio-lungo periodo, analisi degli investimenti, livelli di occupazione, esperienze maturate nel settore delle comunicazioni. Parametri che certamente non mancano alle emittenti associate alla Frt, che da sempre vantano una capacità d'impresa ben superiore alla media del settore.

Come prima attività, la delibera prevede che entro 30 giorni (dalla pubblicazione del provvedimento; Ndr.) Rai, Mediaset e Ti Media comunichino la capacità disponibile, espressa in Mbit/s (comunque non inferiore a 9 Mbit/s per ciascun multiplex), suddivisa per bacini territoriali di norma coincidenti con le regioni, e le relative caratteristiche tecniche e di copertura nazionale e locale, nonché le condizioni economiche di offerta, da indicare in un listino per la capacità offerta a livello nazionale e in un altro per quella a livello locale. I due listini saranno soggetti a valutazione di congruità da parte dell'Autorità.
Entro i successivi sessanta giorni verrà emanato il disciplinare di gara sopra descritto, contenente anche i termini e le modalità delle domande, che saranno valutate da una commissione composta da cinque membri (3 designati dall'Autorità e 2 dal Ministero) che selezionerà le richieste e predisporrà le graduatorie».

E poi c'è anche l'importante questione della numerazione dei canali in digitale:

«Per quanto riguarda l'ordinamento automatico dei canali, un'esigenza molto sentita dalle emittenti televisive, l'Autorità ha stabilito che gli stessi operatori, nel determinare la numerazione dei canali da applicare in automatico (che rimane comunque una funzione aggiuntiva della DTT rispetto all'intangibile sintonia manuale), devono tenere conto delle abitudini degli utenti finali, dei criteri di semplicità d'uso e dell'applicazione di condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie. L'Autorità vigilerà sul rispetto di tali principi».

Di avviso diverso è l'altra associazione Aeranti-Corallo, che contesta in particolare con durezza un punto del provvedimento così come è uscito dalle 'mediazioni' in sede all'Autorità, ovvero quello che prevede quanto segue:
«Alla luce delle osservazioni formulate in relazione a maggiori garanzie di assegnazione della capacità a favore delle emittenti locali, si ravvisa l'opportunità di modificare il provvedimento, prevedendo in luogo dell'obbligatorietà del consorzio quale condizione per l'accesso alla capacità trasmissiva, la sua possibilità, e stabilendo che le emittenti locali che non hanno propri impianti operanti in tecnica digitale hanno titolo ad accedere alla riserva del 40 per cento della capacità trasmissiva su tutto il territorio nazionale nella misura massima di un terzo della capacità complessivamente disponibile, secondo quanto previsto dall'articolo 8, comma 2, del Testo unico della radiotelevisione per la fase di completa attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze. Inoltre, qualora a livello nazionale residui capacità trasmissiva per aree regionali non richieste dalle emittenti nazionali con ridotta copertura analogica, la stessa può essere assegnata alle emittenti locali che hanno presentato domanda. Per le emittenti locali è redatta una apposita graduatoria».

Il problema sembra essere quel punto per cui hanno titolo ad accedere alla riserva del 40 per cento le emittenti locali che non hanno propri impianti operanti in tecnica digitale; ma molte emittenti locali in realtà gli impianti digitali li hanno (ma spesso non le frequenze), dato che erano state anche "quasi obbligate" dalla legge a dotarsene nel luglio di due anni fa, addirittura quale condizione essenziale per poter continuare a trasmettere in analogico.
Un'apposita conferenza stampa di protesta verrà tenuta da Aeranti-Corallo domani alla 11,30 a Roma presso l'hotel Nazionale (piazza Montecitorio n. 131) all'insegna dello slogan "La Tv digitale deve essere anche locale". Aeranti-Corallo ha anche preannunciato un possibile ricorso al TAR del Lazio per l'annullamento della delibera dell'Autorità. Interverrà alla conferenza stampa anche il Segretario Generale della FNSI Paolo Serventi Longhi.
Infine Aeranti-Corallo avrebbe preferito che l'assegnazione delle frequenze digitali alle Tv locali avvenisse su base provinciale e non regionale, come previsto dalla delibera dell'Authority.
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