Plus Media Trading: una nuvoletta nel cielo di Sky

Il consorzio Plus Media Trading, guidato dal patron del Brescia Gino Corioni e sponsorizzato da Franco Sensi, ci riprova: verrà davvero creata un’autonoma tv digitale a carattere calcisticoO

Il calcio italiano si prepara a sottoporsi a quella che in molti definiscono come la "cura Sky". Mentre il mondo della finanza si domanda se la fusione tra Stream e Tele+ riuscirà finalmente a rendere le pay-tv in Italia un settore che produce profitti, i tifosi di calcio sono piuttosto preoccupati dal fatto che il loro divertimento possa cambiare, mentre i club calcistici si trovano di fronte all'incognita dei futuri accordi sui diritti televisivi.

Tra qualche mese un unico abbonamento dovrebbe consentire di avere un vero "abbonamento stagionale televisivo", che permetterà agli appassionati di vedere tutti gli incontri della loro squadra. Rimane da chiedersi quante e quali società ci guadagneranno da questo nuovo accordo.

La partenza di una piattaforma singola potrebbe sembrare in sé l'avvio di un sistema collettivo stile quello inglese, ma la Lega Calcio italiana sembra essere un ostacolo ad un passo del genere. Le grosse società come la Juventus sono legate a contratti validi sino al 2005 ed è probabile che intendano negoziare separatamente i propri diritti anche in futuro.

Nel frattempo, a Milano, c'é stata una riunione di diverse società facenti capo al consorzio Plus Media Trading, guidate dal patron del Brescia Gino Corioni e sponsorizzate dal numero uno giallorosso Franco Sensi. Proprio PMT determinò lo slittamento dell'inizio del campionato di due settimane, alcuni mesi fa, per i problemi legati ai compensi troppo bassi che le tv digitali garantivano ai club. Oggetto della riunione, manco a dirlo, la possibile creazione di un'autonoma tv digitale per la distribuzione dei diritti delle gare.

Il progetto di non trasferire le partite dei club PMT su Sky prenderebbe forma dagli studi e forse anche dalle fantasie del finanziere Guido Roberto Vitale e del suo team di banchieri d'affari.

L'operazione di apertura di un secondo polo pay autonomo costituito dai club "ribelli" - oggetto di buona parte della riunione di cui sopra - si starebbe velocemente riproponendo all'orizzonte e potrebbe costare tra i 70 e i 100 milioni di euro (80 per i diritti alle squadre e 20 per l'apertura della Tv). L'ingresso sul mercato, se mai avverrà davvero, verrebbe offerto proprio dalle condizioni favorevoli poste dall'Antitrust per l'Ok a Murdoch.

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