‘Potere’ di nicchia

Bella la scenografia, “di valore” i temi e gli ospiti, intriganti gli argomenti. Ma il nuovo programma di Lucia Annunziata su RaiTre, ‘Potere’, piace solo a una piccola fetta di pubblico.

È informazione di alto livello ma la formula resta monotona e rischia di annoiare. Proveniente dal programma d'informazione “In ½ ora”, Lucia Annunziata è arrivata già alla sua terza puntata di "Potere" (stasera), programma d'informazione dal titolo molto esplicativo e basata su un teorema che vede nella ricchezza l'elemento peculiare della Seconda Repubblica e di conseguenza dei vari poteri che vengono esaminati nel programma, quello della politica, della finanza e dell'industria.

Ma, partita con un ascolto del 5,2% nell'ultima puntata di lunedì scorso "Potere" ha raccolto solo il 3,44% per 587mila spettatori. Il programma della Annunziata si colloca nella fascia prima occupata da Minoli e l'argomento è sicuramente ostico. L'ultima puntata, ad esempio, intitolata "Le idi di aprile, iI potere delle banche e le dimissioni di Cesare Geronzi”, vedeva in studio Ferruccio De Bortoli, direttore del 'Corriere della Sera' ed interviste ai giornalisti Alberto Statera, Alessandro Sallusti, Valentino Parlato, Paolo Biondani, Oscar Giannino, Gianni Barbacetto. Il tutto era sicuramente un elevato dibattito sull'alta finanza ma sapeva troppo di nicchia.

Il programma è comunque curato, la conduttrice preparata e gli ospiti di buon livello; altrettanto curata e particolare è la scenografia. La grande scacchiera che domina lo studio, metafora dei giochi di potere con tutte le sue mosse e contromosse, con due torri rosse, lucide alte circa due metri conferisce un tocco di raffinatezza e serietà in uno studio dalle luci sempre basse.

Il tema di questa sera, "Magistratura", vede ospiti il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, il magistrato di Cassazione Piercamillo Davigo e il senatore della Lega Nord Roberto Castelli, vice ministro delle Attività Produttive ed ex ministro della Giustizia. Seguiranno “Quirinale” il 25 aprile e "Populismi" il 2 maggio.

Ma se la Annunziata non riuscirà a risollevare gli ascolti, il rischio è addirittura che il suo programma chiuda prima del tempo prefissato.

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