Primo anniversario della scomparsa di Gerard Guillemot

Gerard Guillemot, regista scomparso poco più di un anno fa in Argentina, è stato anche uno dei soci storici di Blow Up, la nota e premiata casa di produzione fondata 30 anni fa a Treviso da Gabriele Coassin. Guillemot, nato in Francia a Granches, era noto soprattutto per i suoi documentari di carattere culturale, la cui caratteristica principale erano le ricostruzioni dettagliate e l’utilizzo di attori. A 25 anni, ormai prossimo al dottorato di ricerca in matematica, Guillemot aveva abbandonato…

Gerard Guillemot, regista scomparso poco più di un anno fa in Argentina, è stato anche uno dei soci storici di Blow Up, la nota e premiata casa di produzione fondata 30 anni fa a Treviso da Gabriele Coassin.

Guillemot, nato in Francia a Granches, era noto soprattutto per i suoi documentari di carattere culturale, la cui caratteristica principale erano le ricostruzioni dettagliate e l'utilizzo di attori. A 25 anni, ormai prossimo al dottorato di ricerca in matematica, Guillemot aveva abbandonato tutto per andare in Argentina, dove aveva vissuto per 10 anni, conseguendo due lauree in cinematografia come realizzatore e diventando un dirigente del movimento peronista Montoneros.

In Argentina Guillemot ha provato la durissima esperienza del carcere sotto la dittatura dei colonnelli con l'accusa di attività cinematografica sovversiva, per aver formato una generazione di studenti dell'Università di Cordoba (dove insegnava cinematografia) all'uso 'critico' del mezzo cinematografico. Alla fine degli anni '60 Cordoba, grande centro della metallurgia, era stata la piazza delle agitazioni di massa della classe operaia argentina.

Dopo dieci anni Guillemot in seguito al matrimonio con la psicologa Gabriella Sartori, era tornato in Italia, precisamente a Treviso dove era nato anche il connubio professionale con Coassin e era iniziata l'attività della Blow Up.

Dopo quell'incontro, si impose una divisione di ruoli che è stato il "marchio" della Blow Up: Coassin alla ricerca storico-scientifica e alla direzione di produzione, Guillemot alla regia.

Come spiega una nota in ricordo di Guillemot pervenutaci in redazione, «per quindici anni Blow Up Audiovisivi è stata la più piccola e più premiata Casa di Produzione iscritta al Garante per l'Editoria Italiano. Nel frattempo, pur tra mille difficoltà, si è sempre cercato il confronto con i giovani e giovanissimi, attraverso un'attività costante di sperimentazione didattica nei settori della fotografia, cinema e video, messa a frutto nei diversi corsi tenuti da Coassin e Guillemot, sia nei progetti CEE, sia all'università».

Poi il distacco da questa esperienza e una nuova fase più difficile: «La provincia resta avara. Guillemot, già da tempo allontanatosi dallo studio ritenendo di non essere sufficientemente valorizzato come autore, nonostante gli unici premi importanti siano stati vinti con produzioni Blow Up, decise di tornare alla libera professione, in un momento di grande crisi del settore.

Scontento e decisamente irritato dalla scarsa considerazione ricevuta dalle istituzioni locali, nonostante qualche collaborazione con Luigina Bortolatto de 'Le Venezie', decise poi di tornare in Argentina.

L'accoglienza fu a dir poco trionfale. Appena arrivato, gli venne proposto di fare un film proprio con materiale di repertorio girato negli anni delle lotte dure, dei desaparecidos, degli stermini di piazza. All'Università gli proposero di riprendere la sua cattedra di Professore di Cinematografia e gli offrirono anche la ricostruzione di carriera.

Dopo l'indifferenza trevigiana questo fu troppo. Il cuore cedette. I soccorsi tardarono ad arrivare...».

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