Tensione e poi 'mediazioni'
Primo sciopero a Mediaset
11 Gennaio 2010
“Fin dall'inizio - scrivono i truccatori - le reti televisive del gruppo Mediaset hanno fatto della cura dell'immagine e della professionalità dei collaboratori una delle chiavi del loro successo. Ci rivolgiamo a lei perchè riteniamo che la strada dell'espulsione dall'azienda delle risorse umane che ne hanno consentito lo sviluppo, in favore di soluzioni fragili e precarie, sia sbagliato e controproducente. Siamo e vogliamo restare parte di Mediaset”.
Da registrare anche qualche polemica per la mancata messa in onda di un comunicato sindacale nel Tg5 delle ore 20 di domenica e alcune polemiche su come l'azienda abbia garantito la regolare (o quasi) diffusione delle trasmissioni.
Dopo le polemiche, comunque, ora è tempo di mediazioni. Mediaset ha infatti precisato che nessun posto di lavoro è a rischio e che giovedì ci sarà un incontro con i sindacati per "chiarire e risolvere tutti i dubbi". L'azienda ribadisce il "proprio impegno a investire in tutte le attività legate alla produzione televisiva, area che resta strategia per il futuro dell'azienda". La società, precisando che nel 2009 ha aumentato il numero dei dipendenti in Italia, ha definito l'esternalizzazione "un intervento organizzativo che razionalizza e modernizza un'area circoscritta di Mediaset" che è stato "certamente male interpretato". Nella nota, Mediaset precisa ancora che "nessuno viene licenziato" e che "tutte le persone interessate avranno un posto di lavoro fisso ed entreranno a far parte di una società specializzata nella fornitura di servizi per la Televisione, che oltre a operare per Mediaset fornisce le proprie attività anche ad altre primarie aziende dell'entertainment". Per giovedì prossimo, aggiunge il comunicato, è già stato fissato un incontro con i sindacati per il quale “siamo fiduciosi che troveremo un terreno comune di dialogo per chiarire e risolvere tutti i dubbi dei lavoratori in merito alle tutele retributive e contrattuali delle persone coinvolte”.
I sindacati di categoria temono invece che le esternalizzazioni possano riguardare in futuro anche altri settori, sedi o attività del gruppo.
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