Primocanale: la forte protesta di Maurizio Rossi

Vicenda incresciosa a Genova. I toni della campagna elettorale si sono ‘scaldati’ al punto che un dibattito organizzato da Primocanale e ‘Il Secolo XIX’ è stato impedito dalla ‘vivace protesta’ di alcuni esagitati. L’editore Rossi ha duramente protestato in video.

Fortissima protesta di Primocanale, nella persona del suo editore Maurizio Rossi, che giovedì scorso è andato in onda a più riprese (in replica) sulla sua emittente con una 'sfuriata' di poco meno di mezz'ora in cui ha 'tuonato' il suo 'disappunto' (naturalmente è un eufemismo), rendendone partecipi tutti i telespettatori. Il video è visibile sul sito www.primocanale.it.

Il deus ex machina della Tv ligure si è scagliato contro coloro che hanno impedito mercoledì pomeriggio lo svolgimento di un dibattito elettorale organizzato dalla stessa Tv in collaborazione con il 'Secolo XIX' a Palazzo Ducale di Genova e che vedeva in qualità di partecipanti diversi candidati a sindaco, per la precisione sei sui tredici ufficialmente in lizza (il 'verdetto' si conoscerà oggi).
Poiché alcune liste minori non erano state invitate alla serata clou, queste ultime, che secondo Rossi avevano rifiutato di confrontarsi fra loro la sera prima, hanno deciso di protestare in modo plateale, non consentendo il dibattito moderato dal direttore del 'Secolo XIX' Umberto La Rocca e da Mario Paternostro di Primocanale.

Sembra anzi che una lista civica, Gente Comune, abbia depositato prima della trasmissione presso Agcom e Corecom un esposto contro l'emittente che avrebbe “violato la par condicio”, valutando con i legali la richiesta con procedura d'urgenza addirittura di uno slittamento della data delle elezioni per palese e ripetuta inottemperanza della par condicio operata da Primocanale “allo scopo di condizionare la competizione elettorale”.

Rossi non ha preso affatto bene l'iniziativa e ha dato dal “suo” teleschermo il 'chi va là' con toni accesi, ribadendo che il servizio offerto dalla sua emittente è senza dubbio molto superiore a quello reso da RaiTre regionale, che il confronto fra i candidati non si è potuto svolgere anche a causa della mancata presenza della forza pubblica e che “quattro facinorosi” rispetto alla maggioranza silenziosa hanno ottenuto l'annullamento di un momento importante, quello dedicato ai rari faccia a faccia fra i candidati.

Sul fatto poi che l'emittente si sarebbe 'schierata' in tema di problematiche relative alla città che sono state oggetto di cocenti diatribe fra i candidati dei diversi schieramenti, come ad esempio la realizzazione della Gronda, del terzo valico e della moschea, Rossi ha ribadito di poter assolutamente esprimere valutazioni editoriali e di non poter accettare censure, mentre la normativa sulla par condicio, pur da cambiare per le Tv locali, sarebbe stata perfettamente rispettata anche in questa occasione.

È opportuno che un editore vada in video come ha fatto lui in un momento così 'caldo' o sarebbe stato meglio mantenere la questione ad un livello strettamente legale? Naturalmente ci possono essere opinioni diverse in merito ma Rossi ha voluto essere protagonista fino in fondo e ha chiesto un po' a tutti (e anche al pubblico) una manifestazione di solidarietà, altrimenti - ha fatto capire - non resterebbe che prenderne atto e magari decidere di cambiare la 'mission editoriale' di Primocanale, che ha puntato tutte le proprie carte sull'informazione locale genovese e ligure. “Facciamo un servizio pubblico senza un canone da pagare e nonostante questo subiamo angherie e insulti” - ha detto.

Certo è che l'invettiva di Maurizio Rossi lascerà il segno e forse creerà un precedente di un certo rilievo.

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