ProMax spiega come passare al 4K senza difficoltà

ProMax propone dispositivi storage e server per gestire la produzione e il workflow dall'ingest all'archivio. Distribuita in Italia da Media Power, l'azienda ha di recente realizzato due seminari sul web per aiutare i professionisti nella semplificazione del workflow

ProMax ha recentemente proposto due webinar dedicati a come editare materiali 4K e oltre, rientrando però nei budget ('How to edit 4K+ without breaking the budget' - disponibile sul sito di ProMax nella sezione Tech Blog). Le risoluzioni elevate possono infatti stressare in modo considerevole l'infrastruttura informatica in uso, provocando drop frame nel processo di editing. Alcuni codec e le dimensioni dei frame possono avere stream con fotogrammi di oltre 500 MB al secondo e la decompressione di certi materiali ad alta risoluzione come il R3D può mandare in sovraccarico le workstation di media potenza. La crescita nella richiesta di materiali in 4K e oltre pone quindi l'interrogativo: le nostre workstation ce la faranno a gestire le difficoltà? ProMAX ha dimostrato come l'editing di materiali in formati 4K e ancora più avanzati possa essere realizzato senza dover rimpiazzare le workstation, l'infrastruttura di rete o lo storage condiviso. La chiave sta nell'interpretare le esigenze di ampiezza di banda (San & Nas), la correlazione tra la compressione video e gli effetti sulla Cpu e l'ampiezza di banda e nell'apprendere come, utilizzando un workflow basato su proxy nell'editing, si possa semplificare il tutto. O, ancora, nel capire come impiegare le funzioni di Adobe Premiere in qualità di proxy per il montaggio, come editare media ad alta risoluzione e come la piattaforma ProMax possa collaborare con Adobe Premiere.

 

 

 

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