Provvidenze editoria: 6,5 milioni a due partiti sconosciuti

Un articolo comparso sul periodico Frt ‘racconta dal vivo’ come funziona il sistema delle provvidenze per l’editoria. E le sorprese non mancano…

Ecco il testo dell'interessante articolo apparso sul periodico della Frt 'Radio & Tv Notizie':

«Per 475 Tv locali, richieste per complessivi 8,5 milioni di euro, per 2 (sic!) televisioni satellitari organi di partito (Nessuno Tv e Libera) richieste per 6,6 milioni (circa il 45% dei 15 totali). Sono questi i dati sorprendenti emersi nel corso della riunione della Commissione per la concessione delle provvidenze editoria - rimborsi delle utenze e per i collegamenti di tlc e con le agenzie alle emittenti televisive locali che trasmettono informazione - riunitasi il 30 ottobre scorso con la presenza di ben 3 sottosegretari: l'on. Ricardo Levi (Presidenza del Consiglio con delega all'editoria), il dr. Massimo Tononi (economia e finanza), l'on. Giorgio Calò (comunicazioni). Piuttosto inusuali anche i nomi dei partiti di riferimento delle due emittenti: Nessuno Tv (beneficiaria di complessivi 4.177.005 euro come rimborso dei costi sostenuti - per la quasi totalità - e per i rimborsi di satellite e agenzie), al di là della facile ironia sul nome, risulta essere organo del movimento politico "Ulisse", rappresentato in parlamento dai sen. Franco De Benedetti e Luigi Zanda nella XIV legislatura e Franco Tonini e lo stesso Zanda in quella successiva; Libera (beneficiaria di 2.418.433 euro a copertura dei costi) è organo di informazione del movimento "Democrazia europea", rappresentato in Parlamento dall'on. Sergio D'Antoni, vice Ministro per lo sviluppo economico nel Governo attuale.

L'entità delle somme erogate alle Televisioni dei due partiti sconosciuti - in particolare Ulisse (nomen omen: "il mio nome è nessuno") - rappresenta una grave anomalia del nostro sistema e un pericoloso precedente. Ed è una nefasta conseguenza di una norma bipartisan contenuta nella legge Gasparri che ha ammesso al beneficio le Televisioni satellitari organo di partito.

In realtà si tratta di artifici per sostenere forze politiche inesistenti, che si spera possano essere eliminati in sede legislativa nell'ambito della riforma all'editoria (il Sottosegretario Levi, sollecitato dal rappresentante della FRT in Commissione, Stefano Selli, ha dato assicurazioni in tal senso).

L'indignazione generale deriva non solo dal fatto che l'entità dei finanziamenti ai due canali satellitari potrebbe portare a una riduzione in percentuale delle somme da erogare alle altre emittenti sfortunate, ma anche perché i cittadini contribuenti non hanno avuto alcun sentore di una tale assurdità. Bell'esempio di trasparenza...».

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