Radio: la mancanza di indagini provoca confusione

È sempre bagarre nel mondo radiofonico, con Audiradio sempre ferma al palo, comparsa di dati Eurisko non confrontabili ma confrontati e un’esigenza fondamentale: avere nonostante tutto qualche punto di riferimento per gli ascolti nel 2011.

La mancanza di uno strumento spesso criticato, ma fondamentale per la radiofonia quale i dati Audiradio, sta creando problemi ed incomprensioni tra le emittenti e le relative concessionarie. Da circa un anno, ormai, le incongruenze nate dalle rilevazioni effettuate tramite Panel-Diari hanno letteralmente bloccato il sistema che Felice Lioy aveva fondato nel 1988 per verificare gli ascolti del mezzo e permetterne adeguate pianificazioni pubblicitarie.
Ma la pubblicità deve proseguire, ed in assenza di Audiradio, diverse emittenti hanno scelto di farsi rilevare da altri istituti.

Se Finelco da sempre si appoggia (anche) a ricerche internet tramite NCP, altre realtà - quale per esempio R 101 - hanno optato per Eurisko Media Monitor da cui erano emersi oltre 3 milioni di contatti nel giorno medio (a discapito dei 2,5 attribuiti da Audiradio). Le stime di Eurisko, relative a tutti i soggetti nazionali, sono state tuttavia pubblicate pochi giorni fa dal quotidiano 'Italia Oggi'.

Nell'articolo si specificava che tali dati non erano confrontabili con quelli di terzi per la diversità del campione, ma il raffronto è inevitabilmente scattato, scatenando polemiche. In sintesi, secondo Eurisko nel 2010 sarebbero state RTL 102.5 e RDS le due emittenti più ascoltate d'Italia, seguite a debita distanza da Rai RadioUno, Radio Deejay e Radio Italia Solo Musica Italiana. Al sesto posto R 101, con un posizionamento più alto rispetto a Radio 105 e Rai RadioDue. A concludere la top ten, Radio Monte Carlo e Radio Kiss Kiss.

La principale contestazione dei soggetti penalizzati (non negata dagli altri e dalla stessa Eurisko) è relativa alla finalità dell'indagine: Eurisko realizza analisi cross media, per verificare quanto i singoli mezzi interagiscono tra di loro, senza quindi altri obiettivi. Inoltre il campione è sensibilmente più ridotto: 10.000 individui l'anno contro i 120.000 di Audiradio.

Una polemica, dunque, smorzata quasi in partenza, ma che evidenzia la necessità dell'esistenza di un mezzo universalmente riconosciuto che debba rilevare l'effettivo ascolto della Radio. È tuttora difficile ipotizzare quando si uscirà da questa situazione di stallo: indagine telefonica o diari? Meter o altre modalità innovative?
Per i (tanti) soci di Audiradio (che ha anche problemi di governance e di rispetto delle disposizioni dell'Authority, specie nei confronti delle Radio locali) appare sempre più necessario un accordo condiviso, pena la scomparsa stessa dell'indagine nell'attuale formulazione.

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