Radio Milan Inter: la risposta della proprietà

Mazzocco, lei è il manager che si occupava per conto della proprietà (Radio Padova) della gestione di Radio Milan Inter. Cosa ribatte alle affermazioni di De CarloO Intanto non è vero che non c’erano state, in assoluto, avvisaglie relative a una possibile conclusione dell’attività di Radio Milan Inter. Lo fa capire lo stesso De Carlo. In effetti, la decisione è stata sofferta ma alla fine la proprietà si è convinta che non fosse possibile andare avanti, perché le spese di gestione erano davvero…

Mazzocco, lei è il manager che si occupava per conto della proprietà (Radio Padova) della gestione di Radio Milan Inter. Cosa ribatte alle affermazioni di De CarloO

Intanto non è vero che non c'erano state, in assoluto, avvisaglie relative a una possibile conclusione dell'attività di Radio Milan Inter. Lo fa capire lo stesso De Carlo.

In effetti, la decisione è stata sofferta ma alla fine la proprietà si è convinta che non fosse possibile andare avanti, perché le spese di gestione erano davvero troppo elevate e la risposta a livello commerciale di Milano al nostro progetto era stata effettivamente troppo 'modesta'.

Presa la decisione e cedute le frequenze, ci siamo preoccupati anche di recuperare i beni materiali presenti in sede a Milano e le modalità dell'operazione sono derivate solo da fatto che era quasi Ferragosto e si poteva fare tutto solo con l'unica ditta (padovana) che avevamo rintracciato con disponibilità per quel giorno. Per questo i computer e il resto sono poi stati trasportati in un magazzino in Veneto.

Ma proprio ora, dopo il periodo estivo, la situazione si è 'normalizzata' e sarà possibile accedere ai computer presso la nostra sede, dove adesso si trovano.

Ma soprattutto c'è un punto che mi preme precisare: i numeri sui dipendenti che sarebbero stati lasciati 'sul lastrico' non sono esatti. Radio Milan Inter dava lavoro, in effetti, a 14 persone (compresi i giornalisti) e i dipendenti erano solo quattro; gli altri erano collaboratori 'a progetto'.

Perché questa chiusura e adesso non c'è proprio più nulla da fareO

Mi creda, abbiamo creduto in questo progetto e abbiamo investito, anche nel tempo, come lo stesso Lapo De Carlo riconosce. Ma alla fine la proprietà ha ritenuto che non ci fosse più la possibilità di andare avanti, per il passivo troppo elevato e la mancanza di prospettive vere. Ci ha deluso il fatto che Milano non abbia saputo reagire nel modo giusto a un progetto innovativo, che poteva trovare sostenitori, anche economici (soci), in città.

Anche gli ascolti erano stati modesti. A parte la singola punta bimestrale dei 107.000 ascolti, a lungo non siamo stati pubblicati perché 'non significativi' e la media alla fine non andava oltre i 70.000.

La proprietà ha deciso di conseguenza e per noi, purtroppo, il discorso è chiuso e lo dico con rammarico e dispiacere. Almeno al momento, non vedo possibile una rinascita del progetto e dell'idea.

(Mauro Roffi)

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