Radio: passi avanti verso il digitale

Ecco il resoconto di una recente riunione ministeriale sul tema della Radio digitale e le conclusioni della consultazione sul tema promossa dall’Autorithy.

Vediamo quanto è comparso sul periodico della Frt 'Radio & Tv Notizie':

«Un primo passo importante, significativo della volontà del Ministero delle Comunicazioni di contribuire fattivamente allo sviluppo della radiofonia creando le condizioni per accelerare l'introduzione del digitale per rendere il mezzo competitivo sul nuovo mercato dei media. È stata questa la finalità della riunione convocata dalla Segreteria del Ministro Gentiloni, tenutasi a Roma il 6 dicembre, nel corso della quale la Rai, la FRT e i rappresentanti di altre associazioni si sono confrontati con il Segretario Generale del Ministero, Marcello Fiori, con il Capo della Segreteria particolare del Ministro, Lorenza Bonaccorsi, con il Consigliere del Ministro, Giuseppe Sangiorgi, particolarmente dedito alle problematiche della radiofonia, e con il Direttore della Fondazione Ugo Bordoni, Antonio Sassano.

La FRT, da sempre favorevole all'introduzione della nuova tecnologia, ha dato la piena disponibilità a collaborare in un contesto regolamentato, in cui va valorizzata l'esperienza dei consorzi attualmente operanti e legittimamente autorizzati che hanno investito e dimostrato di credere nel digitale radiofonico.

Importante, anche per convinzione del Ministero, l'esperienza che si maturerà nelle quattro aree all digital televisive già individuate - Sardegna, Valle D'Aosta, Piemonte e Provincia di Trento - cui dovrà parallelamente aggiungersi la sperimentazione in altre aree significative del territorio. Di particolare rilievo la volontà manifestata da RaiWay di portare avanti con decisione il processo di digitalizzazione, mettendosi a disposizione del sistema anche con la condivisione della capacità trasmissiva delle risorse attualmente disponibili (e ritenute sufficienti), ipotizzando anche la figura dell'operatore consortile unico per facilitare il compito a tutti gli operatori. È stato dato anche rilievo all'imminente avvio, con le nuove tecnologie DMB/DAB+/Visual Radio di un impianto su Roma, d'intesa con i consorzi operanti, con la diffusione del segnale in digitale per 4 reti nazionali e 11 emittenti locali; seguiranno a breve Milano e Cagliari e poi via via altre aree, per una copertura nel triennio di oltre il 60% del territorio. Preoccupazione ha però suscitato, particolarmente nella Rai e nella FRT, una possibile compressione delle risorse destinate alla radiofonia, paventata dalla Fondazione Ugo Bordoni».

In precedenza erano state pubblicate sul sito dell'Autorità le conclusioni della consultazione sul tema della Radio digitale promossa dalla stessa Authority:

«Sul sito dell'Autorità (www.agcom.it) sono stati pubblicati gli esiti dell'indagine conoscitiva sulla radiofonia digitale conclusasi nel dicembre 2006 finalizzata all'integrazione del vigente regolamento in materia. In una efficace ed esaustiva relazione vengono delineati i quadri di riferimento normativi nazionale e internazionale, le diverse tecnologie e i diversi servizi della Radio digitale, la situazione degli altri Paesi europei e le principali osservazioni presentante dai 18 soggetti interessati. Tra queste, particolare rilievo hanno le posizioni comuni di FRT, RNA, Club DAB Italia e CR DAB, cui si è associato anche l'altro consorzio Eurodab, volte a favorire lo sviluppo effettivo e razionale della radiofonia digitale in un contesto il più possibile condiviso. Nelle sue conclusioni l'Autorità, dopo aver rilevato che dal punto di vista tecnologico l'affacciarsi sul mercato degli ulteriori standard disponibili permette di pervenire ad un migliore e razionale utilizzo della capacità trasmissiva e a un uso più pluralistico delle frequenze, precisa di voler avviare al più presto le necessarie modifiche regolamentari, reputando altresì opportuno che i risultati delle sperimentazioni in corso siano messi a disposizione di un apposito gruppo di lavoro costituito tra la stessa Autorità, il Ministro delle comunicazioni, la Rai e le associazioni delle radio private».

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