Radio Sportiva: una crescita con tanti problemi

I redattori di Radio Sportiva, l’emittente nazionale (ma con diffusione ‘a macchia di leopardo’) con sede in Toscana imperniata su sport e eventi agonistici che fa capo a Loriano Bessi (Radio Cuore e molte altre, fra cui la pratese Radio Blu, dal cui format ha avuto origine l’impostazione della stazione), sono in stato di agitazione: è quanto si spiega in un comunicato del Comitato di Redazione. Nella nota, il Cdr spiega:

“Da alcuni mesi stiamo portando avanti, d'intesa con il sindacato di categoria, Ast e Fnsi, richieste di regolarizzazione dei contratti a cui l'azienda non ha finora dato seguito. Il corpo redazionale poi è stato numericamente ridotto in modo significativo negli ultimi mesi e sono state respinte tutte le nostre richieste di nuovi innesti, il che significa che il carico di lavoro si è fatto ancor più gravoso.

Ciò a fronte di un continuo ritardo nei pagamenti. Nel frattempo, dobbiamo convivere anche con direttive ed ingerenze della proprietà senza che sia tenuto in alcun conto dell'aspetto giornalistico e della reale possibilità di messa in pratica. Anche per questo l'assemblea dei redattori ha votato all'unanimità la sfiducia al direttore, che non ha in alcun modo provato a garantire il rispetto dell'autonomia professionale”.

Il direttore in questione è Doady Giugliano, arrivato da poche settimane all’emittente, che non ha preso bene la sfiducia di cui sopra. Questo il suo commento:

“Non ho mai negato né autonomia giornalistica né ho mai posto in essere condotte lesive della stessa nel, peraltro, brevissimo periodo intercorso dalla mia nomina che è appena del 9 settembre 2016.

La sfiducia manifestata da parte di colleghi che operano in regime libero professionale è irricevibile e del tutto non corrispondenti al vero appaiono le motivazioni poste alla base di essa. Ritengo quindi che quanto così approssimativamente dichiarato altro non sia che una attacco esclusivamente personale e preconcetto alla mia persona, al di là della funzione da me svolta presso Radio Sportiva. Pago, evidentemente, il fatto di non voler aderire, ma solo perché le giudico totalmente pretestuose, alle rivendicazioni che so essere state avanzate da alcuni degli attuali collaboratori nei confronti della Società Editrice”.

Solidarietà nei confronti di Giugliano è stata espressa proprio dalla società editrice i Radio Sportiva, la Priverno srl, “per il grave ed insensato attacco ricevuto alla propria professionalità, dovendosi evidenziare che non corrisponda al vero che l’assemblea dei redattori di Radio Sportiva ha votato all’unanimità la sfiducia al direttore”.

Inoltre “si rileva come il comportamento della Priverno Srl risulti pienamente confacente, tanto in fatto quanto in diritto, all´assetto contrattuale di riferimento con il quale, secondo gli accordi individualmente sottoscritti con ogni singolo giornalista, si è inteso consensualmente regolamentare (come da sempre si è regolamentato) il rapporto di collaborazione con loro intercorrente (ed intercorso) in forma autonomo/professionale.
D’altra parte, l´azienda ha sempre adempiuto alle obbligazioni nascenti dai suddetti contratti, nulla avendo, ad oggi, alcunché da corrispondere ad alcuno dei suddetti collaboratori”.

 

Claudio Plazzotta su ‘Italia Oggi’ ha ben illustrato la situazione in cui si trova Radio Sportiva:

 

“Lanciata il 1° dicembre 2010, l’emittente è cresciuta molto in ascolti nel corso degli anni. Con lo sforzo della redazione (una decina di giornalisti), della fitta rete di collaboratori sul territorio, e degli autorevoli editorialisti di volta in volta consultati e fatti intervenire in onda. E grazie anche ai notevoli investimenti da parte dell’editore Bessi, che ha acquistato molti impianti di trasmissione lungo la Penisola per assicurare una elevata copertura del territorio italiano. Il combinato disposto delle due azioni (qualità editoriale e diffusione del segnale) ha portato Radio Sportiva, nell’ultima rilevazione Radio Monitor Eurisko del primo semestre 2016, a sfiorare il milione di ascoltatori nel giorno medio (988 mila): insomma, si inizia a giocare nel campionato dei big, tenuto conto che, ad esempio, Radio Montecarlo è a quota 1,1 mln di ascoltatori, Rai Radio Tre a 1,4 mln, m2o a 1,5 mln e R101 a 1,6 milioni…

Il problema, tuttavia, rimane quello di adeguare la struttura di costi necessari per arrivare a queste performances alla struttura di ricavi pubblicitari, che resta al di sotto delle aspettative (incide la qualità del target: pubblico maschile di profilo socio-culturale medio).
Il 1° gennaio 2014 Radio Sportiva era passata sotto le cure di Mediamond-Mondadori Pubblicità, ma anche in quell’esercizio i ricavi di Priverno srl, casa editrice di Radio Sportiva, controllata al 90,5% da Loriano Bessi e al 9,5% da Marzia Boddi, erano rimasti stabili a 1,1 milioni di euro, come nel 2013. Dal 1° gennaio 2015 della pubblicità di Radio Sportiva si occupa la concessionaria Prs. E le performance dell’esercizio 2015 non sono ancora disponibili poiché il bilancio di Priverno srl non è ancora stato pubblicato.

Tuttavia i risultati 2015-2016, dal punto di vista dei conti, non devono essere stati eccezionali, vista la fibrillazione nella quale è entrata Radio Sportiva: nel giugno 2015 c’è stato il cambio di direttore, con David Guetta che ha lasciato l’incarico per assumere quello di direttore di Radio Bruno (Toscana; N.d.R.) e Cristiano Puccetti che ha preso la guida delle operazioni.

Ma lo stesso Puccetti, a fine luglio 2016, si dimette dalla carica di direttore per restare a coordinare il lavoro della redazione. Al suo posto, in settembre, arriva Doady Giugliano…”.

There are 2 comments

  1. Al

    Il fatto che il livello socio culturale del target di ascolto più che medio è infimo (complimenti per la trasmissione).
    Colpa della linea editoriale che se l’è ritagliato con inequivocabili scelte al ribasso.
    La pubblicità è noiosa, insopportabile.
    Il milione di radioascoltatori esistono perché non esiste concorrenza (h 24) e il popolino è drogato ed intossicato dal calcio.
    Soffre di crisi di astinenza.
    Le ingerenze dell’editore si vedono eccome.
    I redattori hanno ragione.
    Si spinge la Juventus a sprona battuto. Tanto per cambiare.

    Le schede sui vecchi campioni sono sempre le stesse, e sono diventate stucchevoli.

    Fate una radio di qualità e i risultati arriveranno.
    Educate il pubblico non contribuite a drogarlo…

    1. Roberto da Varese

      Non sono assolutamente d’ accordo con te. La Radio e’ di ottima qualità così come sono professionali i conduttori e infatti continua a migliorare i suoi ascoltatori. Per quanto riguarda il livello degli ascoltatori il tuo atteggiamento e’ molto snobistico e non ci sono soltanto i dotti e letterati che hanno diritto di ascoltare radio. Non sono poi d’ accordo che si cerca di ” favorire ” la Juve, e chi scrive non e’ juventino , anzi…ma solo chi ha i pregiudizi puo’ sostenere quello e d’ altronde, piaccia o no, gli juventini sono il 40 per cento del tifo calcistico nazionale . Tutta la stima mia e di tutti gli ascoltatori a Radio Sportiva e un augurio che possa risolvere i suoi problemi e continuare a migliorarsi..

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