Rai: anche Staderini si dimette

Ancora un colpo di scena alla Rai: si dimette anche Marco Staderini, Consigliere in quota “centrista”. Tesi i rapporti nel Polo. Baldassare e Albertoni: “Avanti lo stesso”.

Non poteva mancare il colpo di scena del "giorno dopo". Se ieri tutto sembrava volgere a favore di un congelamento dell'attuale Consiglio Rai, oggi lo scenario è improvvisamente cambiato con le ormai inattese dimissioni formalizzate per iscritto da Marco Staderini, il terzo Consigliere della Tv pubblica a lasciare la carica dopo Zanda e Donzelli. Staderini ha fatto capire che non c'erano più le condizioni per restare a Viale Mazzini.

La mossa è comprensibile, anche se ha appunto creato in alcuni osservatori politici una certa sorpresa, proprio in rapporto a quanto accaduto ieri, con i centristi di Follini, Casini e Buttiglione messi all'angolo dagli altri partiti della Casa delle Libertà e costretti a scegliere fra la fedeltà forzata alla coalizione e le loro convinzioni dirette. Casini ha evidentemente scelto di andare al braccio di ferro, in rapporto all'irruenza con cui ieri nel vertice della maggioranza si erano mossi la Lega, AN e, a quanto pare, lo stesso Berlusconi nei confronti dell'UDC.

La mossa di Staderini (Casini) è dunque pesante e potrebbe avere conseguenze di grande rilievo, considerando anche quanto siano ormai tesi i rapporti nella maggioranza di Governo. Ora Casini dovrà però giocare le sue carte in proprio, riuscendo a trovare una soluzione a una crisi che si incattivisce ogni giorno di più e, come sottolineavamo ieri, ormai ha anche assunto aspetti grotteschi.

A riprova ci sono le reazioni, in apparenza serafiche, in realtà furibonde, di Baldassare e Albertoni che, ormai avvinghiati alle loro cariche e poltrone, ritengono di poter congelare le dimissioni di Staderini (perché "non comunicate" allo stesso presidente Baldadassarre) e di proseguire comunque in due il loro lavoro. Casini in suo comunicato di ieri sera aveva invece già fatto capire all'impavido Baldassare che le dimissioni semmai dovevano essere presentate a lui e non al presidente dell'azienda, ma quest'ultimo si appella al Codice Civile.

Non si vede come, continuando a passare i giorni, se ne possa uscire in modo "indolore", non si capisce come due Consiglieri su cinque intendano governare una Tv pubblica, magari anche senza il consenso dei presidenti delle Camere che li hanno eletti, non si intuisce altra soluzione logica e politicamente presentabile che un azzeramento definitivo del Cda.

Ma la faccenda si è incattivita e promette altri colpi di scena ancora; molti puntano tuttora su un reintegro solo parziale del Cda (tre su cinque, dunque, salvo altre novità). E poi, che ruolo giocherà il presidente del Senato Pera, all'inizio schierato con Casini contro Baldassarre e adesso in apparenza molto più "morbido" con il presidente della RaiO

Staremo a vedere e attenderemo con ansia il finale, anche se lo spettacolo - va detto - non è proprio dei più esaltanti.

Mauro Roffi

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