Rai: Centro-Sinistra in panne sull’offerta della presidenza

Non si capisce quale sia la risposta del Centro-Sinistra all’offerta dei presidenti delle Camere di un presidente della Rai “gradito all’opposizione”. Del caos approfittano i partiti di Governo per riguadagnare preziosi punti in termini di “immagine”

È sempre più palese la difficoltà del Centro-Sinistra a formulare un risposta unitaria all'imprevista offerta dei presidenti delle Camere di scegliere un presidente della Rai che faccia riferimento all'opposizione e sia dunque "garante" degli equilibri in un Cda che per forza di cose avrebbe una maggioranza "di Centro-Destra". L'opposizione è divisa, in realtà, fra chi considera l'offerta allettante e chi teme che si tratti di una trappola, che farebbe del presidente eletto una sorta di "ostaggio" di Consiglieri in maggioranza di tendenza opposta e soprattutto di un direttore generale che rimarrebbe comunque "di area governativa". Di qui un vero stallo, che sta paralizzando questa inedita opportunità e anche le scelte di Pera e Casini.

A occhio, ben poco potrebbe fare un presidente "del Centro-Sinistra" se passasse la linea del "4 contro 1", cioè se quattro Consiglieri su cinque facessero riferimento al Centro-Destra, e pochissimo se poi anche il direttore generale fosse di tutt'altra linea. E c'è anche da considerare che in teoria, anziché chiedere nomi e "via libera politici", i presidenti delle Camere dovrebbero scegliere in autonomia i noni che credono migliori (possibilmente non troppo legati ai partiti) per le delicate cariche di vertice della Rai.

Tuttavia l'imprevista offerta di Pera e Casini ha messo all'angolo i partiti dell'Ulivo, che non si aspettavano una simile proposta e tergiversano, fra una dichiarazione e l'altra dei vari leaders.

Oggi, venerdì, comunque, se ne dovrebbe riparlare fra Pera e Casini; di certo non si può continuare a lungo senza un Cda Rai finalmente funzionate al completo, anche se magari sarà solo un "Consiglio - ponte". Gongola intanto il Centro-Destra: dopo la "magra" delle scorse settimane, con la caduta d'immagine del "Cda Smart" e della sua laboriosissima sostituzione, ora è l'Ulivo ad essere in difficoltà.

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