Speciali
Rai: domani è sciopero
21 Dicembre 2011
Queste le motivazioni:
«Contro le scelte presenti nel Piano di ridimensionamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale, Lorenza Lei;
Contro la finanziaria che, ancora una volta, colpisce i più deboli e coloro che hanno sempre contribuito;
Contro la cessione degli impianti trasmittenti di Rai Way;
Contro la chiusura delle Riprese Esterne;
Contro la chiusura di Rai International, Rai Corporation, Rai Med e gli uffici di corrispondenza, che identifica una chiara rinuncia all'investimento sul mercato estero;
Contro la rinuncia alle trasmissioni calcistiche, che impoverisce ulteriormente il palinsesto e la capacità di attrarre la pubblicità;
Contro la volontà di ridurre le capacità editoriali e produttive delle sedi di Trieste, Bolzano, Aosta, Trento e Palermo;
Contro la volontà di non rinnovare il contratto nazionale di lavoro. Questo Piano è assolutamente in continuità col Piano Industriale 2010/2012, impoverisce ulteriormente il salario dei lavoratori della Rai, colpendo con durezza proprio le aree a minor reddito;
Contro il piano di riduzione di spazi produttivi che metta a rischio le assunzioni dei tempi determinati e la professionalità di tante risorse interne;
Per il rilancio del servizio pubblico con: investimenti su risorse interne, internalizzazioni di produzioni, riduzione di appalti e consulenze sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo (si fa specifico riferimento alle tante consulenze inutili, ridondanti e molto onerose). Attenzione ai costi anche per la contrattualizzazione dei conduttori anche per più anni. Impegno delle parti a rivedere figure professionali e modelli produttivi, fusione di tutte le consociate in un'unica azienda, con la riduzione dei vertici ad un unico Consiglio di Amministrazione, maggiore attenzione al palinsesto e alle modalità di assegnazione degli spazi pubblicitari.
Le OO.SS. non credono all'idea di una riduzione dei costi che passi attraverso il taglio degli investimenti e delle professionalità; abbandonare asset così strategici vuol dire seguire la lenta ed irreversibile desertificazione aziendale; la Rai, per la sua funzione, è un Bene Comune e sarebbe criminale procedere nel suo smantellamento.
Ai temi aziendali vanno aggiunti quelli nazionali e generali, la finanziaria di Monti pesa essenzialmente su lavoratori dipendenti e pensionati, colpendo soprattutto i redditi meno elevati, le famiglie numerose, i pensionati e le donne. Ancora una volta ci si concentra sui soliti noti, salta completamente l'elemento equitativo della patrimoniale, colpendo solo superficialmente i ricchi sul patrimonio immobiliare, yacht, macchine di lusso e aerei privati (quasi sempre intestati ad aziende o con residenza all'estero), si torna invece a tassare le prime case oltretutto con una maggiorazione del valore catastale del 60%, non si fa chiarezza sull'Ici per la Chiesa; gli evasori non saranno toccati, il limite per l'utilizzo del contante rimane troppo alto e gli unici che saranno in difficoltà saranno i pensionati, che si troveranno costretti, con una pensione superiore ai 500 euro, ad aprire un conto corrente, con relativi costi.
Si allungano i tempi per arrivare all'età della pensione, colpendo in maniera pesantissima i nati il 1952, ben 6 anni di allungamento, e portando tutti, da subito, al sistema contributivo con una inevitabile riduzione del valore della pensione. Inoltre, questo allungamento porterà un effetto pesantissimo sui lavoratori in uscita anticipata, le somme erogate, o che potrebbero essere erogate difficilmente compenseranno gli anni di spostamento per raggiungere il diritto alla pensione. Si taglieranno risorse a Regioni e Comuni, i quali per mantenere i servizi, sanità etc, si troveranno costretti ad elevare Irpef e Imu sempre ai soliti noti, mentre si sta bloccando il provvedimento che intendeva ridurre i salari dei parlamentari portandoli in linea con il resto d'Europa.
Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, hanno valutato un pacchetto di iniziative per respingere il piano aziendale, unificando con esso la mobilitazione indetta a livello generale contro la manovra Monti…
Le OO.SS. faranno richiesta d'incontro, sui temi della cessione dell'asset Rai Way e della riduzione del perimetro aziendale al Ministero dell'Economia e Finanze e quello dello Sviluppo Economico, oltre ad una richiesta d'incontro alla Commissione di Vigilanza Parlamentare».
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