Rai: fase di stallo

Vediamo il ‘punto’ della situazione apparso su www.repubblica.it: «Quasi in cronaca diretta, il direttore generale della Rai Claudio Cappon riporta i suoi consiglieri di amministrazione al più fragoroso scandalo che abbia investito la Tv di Stato negli ultimi mesi. Durante la riunione settimanale del consiglio della Rai, Cappon riceve e subito legge un appunto del suo staff. C’è scritto che la Corte dei Conti – sentinella della corretta gestione dei beni pubblici – indaga sui contatti sospetti t…

Vediamo il 'punto' della situazione apparso su www.repubblica.it:

«Quasi in cronaca diretta, il direttore generale della Rai Claudio Cappon riporta i suoi consiglieri di amministrazione al più fragoroso scandalo che abbia investito la Tv di Stato negli ultimi mesi. Durante la riunione settimanale del consiglio della Rai, Cappon riceve e subito legge un appunto del suo staff. C'è scritto che la Corte dei Conti - sentinella della corretta gestione dei beni pubblici - indaga sui contatti sospetti tra dirigenti Rai (di nomina polista) e dirigenti di Mediaset. Sono le telefonate pericolose tra Viale Mazzini e Cologno Monzese che la Procura di Milano intercettò nel 2005. 'La Repubblica' ne svelò i contenuti in un'inchiesta di novembre. Ed ora la Corte dei Conti chiede ogni atto che possa fare luce sul caso.

Titolare del fascicolo è Guido Patti, viceprocuratore generale della Corte. Patti vuole ricostruire i cambiamenti nella programmazione che la Rai decise per la morte di Giovanni Paolo II (informando di molte scelte i dirigenti concorrenti di Mediaset). E vuole anche capire se la televisione pubblica comunicò in ritardo i risultati elettorali delle amministrative soltanto perché sfavorevoli al Polo. Il presunto ritardo spinse tre parlamentari del centrosinistra (Ferrante, Montino e Lion) a presentare una denuncia alla Procura di Roma per presunta interruzione di pubblico servizio.

Quello era il binario penale. La Corte dei Conti si muove invece quando immagina un danno alle casse di un ente pubblico come è la Rai. Anche solo il sospetto di un contraccolpo di immagine può motivare la sua azione. Non risulta, al momento, che dirigenti o ex dirigenti al centro di quelle telefonate abbiano ricevuto contestazioni della Corte. Ma certo un brivido correrà lungo la schiena delle persone toccate dal caso, visto che la Corte può istruire procedimenti severi e chiedere risarcimenti importanti.

L'iniziativa della Corte dei Conti cade in un momento di passaggio per la Televisione pubblica, il cui consiglio di amministrazione ha ormai concluso il suo mandato alla fine di maggio. Per nominare un nuovo presidente, un nuovo direttore generale e nuovi consiglieri di amministrazione ci sarebbe bisogno di un'intesa politica. Il Pdl e le opposizioni dovrebbero accordarsi intanto sul nome del presidente della commissione di parlamentari che vigila sulla Tv di Stato. Ma - per la terza volta consecutiva in una settimana - il centrodestra ha fatto mancare il numero legale in commissione di Vigilanza, mandando a gambe per aria l'elezione del candidato unico alla presidenza. È l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ora deputato dipietrista.

Se il centrodestra diserta l'elezione è per l'ostilità che Forza Italia nutre verso Di Pietro e i suoi uomini. Non solo. All'interno del centrodestra si apre una battaglia proprio sulla nomina dei futuri consiglieri Rai. Per legge, il Pdl ha diritto a cinque poltrone su 8 complessive. Come dividerleO Nel consiglio appena scaduto, Forza Italia ha due persone mentre An, Lega e Udc ne hanno uno a testa. Nel futuro consiglio, Forza Italia ne chiede addirittura tre. Mentre Alleanza Nazionale e i leghisti dovrebbero accontentarsi di una sola casella (l'Udc intanto è passata all'opposizione in Parlamento). La pretesa forzista allarma la Lega che chiede per sé due poltrone, mentre le altre tre andrebbe suddivise tra Forza Italia ed An che Bossi considera un'unica entità.

Sotto accusa, dunque, c'è la voracità dei forzisti che si starebbe manifestando in decine di altre nomine di competenza ministeriale. In questo clima, l'intera pratica Rai slitta alle prossime settimane, forse addirittura a settembre».

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