Rai-Fininvest: questione di bilanci

Fininvest batte Rai anche per quanto riguarda il bilancio 2000. Il Cda Rai, con ogni probabilità in procinto di dimettersi, ha per intanto approvato appunto il bilancio 2000 e,

utilizzando le riserve dell'azienda, ha elevato a 500 milioni di euro, circa mille miliardi, il capitale sociale dell'azienda, da tempo fermo alla cifra decisamente insufficiente di 120 miliardi.

Per la prima volta nella storia della concessionaria radiotelevisiva, un dividendo sarà poi distribuito dalla Rai al proprio azionista, cioè a RaiHolding spa.

Il bilancio 2000 della capogruppo, peraltro, va ormai distinto dal consolidato: dall'azienda sono usciti in quest'ultimo periodo "pezzi" non marginali, da RaiWay a RaiCinema fino a RaiNet, mentre sono da sempre società partecipate Sipra e Rai Trade.

Il consolidato è in utile per 83,4 miliardi rispetto ai 78,9 della capogruppo. I ricavi complessivi della capogruppo sono pari a 5.112 miliardi, + 4,1% sul '99. Quelli da canone, pari a 2.539 miliardi, sono pressoché invariati, mentre la pubblicità, che vale 2.260 miliardi, è cresciuta dell'11,6%.

Il canone - dato significativo - è così sceso al di sotto del 50% degli introiti complessivi della Rai, pur restando di un soffio la principale fonte d'introito.

L'utile netto dell'esercizio 2000 della capogruppo è al di sotto dei circa 100 fissati nel preventivo e dell'utile record di 143 miliardi con i quali si era chiuso il bilancio '99.

Il maggior problemaO Il rallentamento della pubblicità, poiché già nel 2000 il risultato dell'11,6% è in realtà una media tra una crescita del 18% nel primo semestre e un'altra del 3% nel secondo.

Nel primo semestre del 2001, poi, la raccolta è inferiore a quella dell'analogo periodo del 2000.

La Rai spera a fine anno di arrivare a un + 1%, fidando, come tutto il mercato, su una ripresa nel secondo semestre.

Infine, l'indebitamento è stato azzerato e sono stati varati 16 nuovi canali fra Tv e Radio.

Per la Fininvest di Silvio Berlusconi invece il 2000 è stato un anno a dir poco da incorniciare, a quanto sembra il migliore della sua storia.

L'utile netto della finanziaria che custodisce le partecipazioni di controllo d Mediaset, Mondadori e Mediolanum è più che raddoppiato, passando da 271 a 632 miliardi di lire; il risultato operativo è cresciuto del 38,4% a 1.113 miliardi, con un fatturato che ha raggiunto 8.363 miliardi (più 10,6%).

Negli ultimi cinque anni il risultato operativo ha mostrato una progressione del 24% all'anno e negli ultimi tre esercizi l'incidenza di questa voce sui ricavi è passata dal 4,6% al 13,3%.

La posizione finanziaria netta del gruppo è migliorata di 400 miliardi, facendo rientrare l'esposizione debitoria a 1.030 miliardi contro i 1.433 del '99.

A questo risultato hanno contribuito sia la cessione del patrimonio immobiliare del gruppo Euridea (ex Standa) sia la gestione ordinaria che negli ultimi anni ha costantemente prodotto risultati positivi.

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