Rai: il Pdl non vuol nominare il Cda

Diverse votazioni sono andate a vuoto in Commissione di Vigilanza per una serie di situazioni che riguardano il Pdl (e il radicale Beltrandi), che non sembra avere voglia di eleggere i nuovi Consiglieri. Ma ora è rivolta e si rischia persino il Commissario…

Vediamo l'incredibile cronaca di oggi di 'Repubblica':

«"Ho sempre detto: a questo punto si deve procedere alle nomine, se c'è un impasse o la destra fa trucchi si commissaria. Ora basta: vediamo come va oggi, ma bisogna andare ad esito di questa vicenda, altrimenti c'è una sola via". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani in merito alla mancata elezione del cda Rai ieri in commissione Vigilanza, conversando con i giornalisti a Montecitorio a proposito della fumata nera per la nomina dei sette membri del Cda Rai che compete alla Commissione di vigilanza: ieri anche la seconda votazione si è conclusa con un nulla di fatto, a causa della scheda bianca del radicale Marco Beltrandi, eletto nelle liste del Pd, che ha determinato il pareggio tra il candidato del Pdl Antonio Pilati e la candidata outsider Flavia Piccoli Nardelli, con quattro voti per ciascuno.

Quando parla, Bersani non può immaginare quanto sta per accadere, ma è chiaro che sente puzza di bruciato. Ebbene, "trucco" o no, qualche ora dopo il Pdl fa mancare il numero legale in Commissione di vigilanza Rai che blocca la terza votazione per l'elezione dei sette membri del Cda che le competono. Tutto nasce dalla presa di posizione del senatore Pdl Paolo Amato, che a poche ore dalla seduta dichiara all'Ansa: "Di fronte alla situazione di stallo creatasi ieri in commissione di Vigilanza Rai e alle giuste rimostranze della pubblica opinione, ho deciso, oggi, di dare il mio voto alla candidata Flavia Nardelli".

Parole che spiazzano i vertici del Pdl, finché Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del partito al Senato, diramano una nota congiunta per annunciare che Amato "ci ha comunicato la sua volontà di dimettersi dal gruppo del Pdl", dopo la sua "sorprendente dichiarazione a un'agenzia". "La sua sostituzione negli organismi nei quali rappresenta il Popolo della libertà, ivi compresa la Commissione vigilanza Rai, comporta dei tempi tecnici ai quali per quel che è di nostra competenza adempiremo il più rapidamente possibile, ma che ci impediscono oggi di garantire lo svolgimento della votazione per il rinnovo del Cda" conclude la nota.

Quagliariello e Gasparri chiedono la sostituzione di Amato in Commissione di vigilanza Rai, la richiesta viene inoltrata al presidente dell'organismo, Sergio Zavoli. Alle 13,30, come programmato, la seduta della Commissione viene formalmente aperta, ma si tiene in parallelo una riunione dei commissari del Pdl, che devono decidere cosa fare dopo l'uscita a sorpresa di Amato. Due le opzioni sul tavolo pidiellino: far mancare il numero legale in Commissione, quindi fare slittare il voto, oppure chiedere un rinvio alla prossima settimana al presidente Zavoli. Prevale la prima linea e, assieme ai commissari Pdl, assenti anche quelli della Lega. Per il numero legale è necessaria la presenza della metà più uno dei 40 membri della commissione. Chi ha sentito Zavoli, a margine della riunione di oggi, lo ha visto molto infastidito e amareggiato. "E' una situazione intollerabile", avrebbe detto.

Secondo quanto riferito da Giorgio Merlo del Pd, i parlamentari presenti erano 20 e a "far mancare il numero legale è stato - ancora una volta - il radicale Marco Beltrandi". "L'atteggiamento irresponsabile del centrodestra - dichiara Merlo - blocca la Rai, ha ragione Bersani a chiedere il commissariamento"».

Non crediamo servano molte parole di commento. Al solito, la Rai è al centro di tutti i problemi e le strategie politiche dei partiti che continuano a sentirla come 'cosa loro'. Ora questo Cda bisogna farlo o serviranno decisioni 'drastiche', qualunque cosa ne pensino Gasparri e Quagliariello.

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