Rai: inizia davvero una “nuova era”

L’attenzione è naturalmente incentrata sulle imminenti nomine in reti e testate, che dovrebbero arrivare mercoledì prossimo e dovrebbero porre fine all’infinito balletto di nomi e personaggi su cui si discute e si vocifera ormai da molti mesi.

Nel frattempo si è proprio capito che alla Rai si è voltata pagina: lo hanno evidenziato a dovere le audizioni del neo presidente Baldassarre e del neodirettore generale Saccà in Commissione di Vigilanza.

Baldassarre è stato durissimo con la precedente gestione di Zaccaria.

Intanto ha fatto sapere che i conti alla Rai non tornano e che anzi "le casse sono vuote"; in più occorre "tornare alla legalità", visto che "l'azienda si è sempre sottratta al controllo della Corte dei Conti" e che la vicenda RaiWay è stata condotta molto male, anche dal punto di vista legale.

Ma a fare rumore è stata soprattutto la spietata critica alla gestione del direttore di RaiDue Freccero (con lodi invece a RaiUno e RaiTre), poichè "RaiDue costa come RaiUno e fa l'11% di share"; a supporto di Baldassarre, Saccà ha rivelato che "RaiDue incassa pubblicità per 258

milioni di Euro ma ne costa 464". Quanto ai nuovi dirigenti, "rispetteranno i risultati elettorali".

Puntigliosa e dettagliata la risposta di Vittorio Emiliani a nome del precedente Cda Rai, mentre ai giornalisti è apparso amareggiato e deluso

Carlo Freccero, spalleggiato da Michele Santoro. Contestando in toto le cifre fornite da Baldassare e Saccà, Freccero ha detto: "Cambiate pure

i direttori, ma fatelo senza falsità e senza notti dei lunghi coltelli".

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