Le decisioni del Cda di Viale Mazzini
Rai: rinvio per “l’oneroso contratto” di Bruno Vespa
Mauro Roffi
23 Ottobre 2009
A portare davanti al Cda il contratto di Vespa è stato il direttore generale Mauro Masi ma senza successo. Stando a quanto riferisce l'Agi, alcuni interventi di membri del Cda avrebbero sottolineato che il contratto di Bruno vespa «deve essere coerente» con la situazione generale dell'azienda e non in contraddizione con la necessità di contenere i costi. Oltretutto a sollevare il problema è stato un Consigliere di maggioranza; è seguito poi l'intervento di Nino Rizzo Nervo, Consigliere di minoranza. Alla fine, la questione, insieme ad altri temi all'ordine del giorno, è stata rimandata ad una nuova riunione.
"Mi pare giusto che il Cda della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare (e non soltanto sul mio) - ha commentato da parte sua Bruno Vespa - . Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà in vigore il prossimo contratto l'inflazione del decennio sarà intorno al 22%, è più facile ragionare. Anche tenendo conto che dovrò liquidare alla Rai una quota di molte mie prestazioni professionali esterne e che il nuovo garantito coprirà 26 trasmissioni in più del precedente". "Mi dispiace tuttavia - ha precisato ancora Vespa - che le fughe di notizie riguardino sempre e solo il mio contratto. Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra calcolando il 15% in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti di Porta a Porta che mai si fecero. Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi (ma ci pare un vero 'infortunio' - e usiamo un eufemismo - da parte di Vespa tirare in ballo anche Biagi; Ndr.), il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori".
Il Cda della Rai ha poi deciso di riportare RaiSat, finora società consociata, tutta dentro l'azienda di Viale Mazzini. Il Cda ha anche dato mandato al Dg di definire e verificare termini contrattuali, normativi, editoriali del rapporto fra Rai e RaiSat: in particolare, si dovrà definire la liquidazione di Rcs Mediagroup, socio di minoranza di RaiSat con il 5%. Il vertice dell'azienda si è anche impegnato ad evitare che l'incorporazione della società possa avere ripercussioni sull'occupazione. La decisione è maturata dopo il fallimento della trattativa con Sky e la logica è quella - ha sottolineato il consigliere Rodolfo de Laurentiis - di operare un "passaggio ineludibile e di riportare dentro l'azienda una struttura che serviva a Sky e che ora, con il digitale terrestre, garantisce i suoi canali in maniera free. Non aveva quindi senso tenere RaiSat in quella situazione".
Ulteriori commenti, a questo punto ci sembrano quasi superflui: il 'capolavoro' della rottura con Sky, con conseguenti fortissimi danni economici e anche d'immagine per la Rai, viene completato con la “quasi scomparsa” di RaiSat (come avevamo ipotizzato nei giorni scorsi) e con la necessità di liquidare Rcs, sborsando altri soldi. Un'operazione davvero 'da manuale' (in negativo) sul piano economico e gestionale (considerando anche che RaiSat era in attivo), che sarà bene ricordare in futuro, al momento della stesura del bilancio 2009.
Il Cda Rai ha infine nominato all'unanimità Andrea Sassano direttore dello staff della Direzione Generale.
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