Rai: Verdelli direttore editoriale

Riunito sotto la presidenza di Monica Maggioni, il Consiglio di Amministrazione della Rai ha nominato Carlo Verdelli Direttore Editoriale per l’Offerta Informativa.

Secondo il comunicato aziendale, “Verdelli entrerà in Rai per assicurare un maggiore e più efficace coordinamento funzionale dell’area informativa dell’azienda, con l’obiettivo di rendere sinergico e funzionale l’utilizzo delle risorse tecnologiche e professionali garantendo nel contempo il livello qualitativo e di diversificazione dei contenuti informativi. A Verdelli, che riporterà gerarchicamente al Direttore Generale, risponderanno funzionalmente i Direttori delle Testate giornalistiche.
Il Direttore Generale ha illustrato le principali responsabilità e funzioni affidate al Direttore Editoriale per l’Offerta Informativa che, ferme restando le facoltà e le prerogative contrattualmente attribuite ai Direttori di Testata, avrà il coordinamento funzionale delle Testate giornalistiche e dell’offerta editoriale informativa, la supervisione delle proposte editoriali e la titolarità dei meccanismi approvativi dei prodotti giornalistici.
Verdelli avrà inoltre il raccordo con le Direzioni competenti per gli aspetti produttivi e realizzativi dell’offerta informativa (in particolare Produzione Tv, Radio, New Media Platforms) e la gestione delle priorità editoriali, anche di tipo straordinario, dell’offerta informativa Rai nel suo complesso”.
Il Consiglio ha inoltre indicato il consigliere Franco Siddi come rappresentante della Rai nel Consiglio Direttivo di Confindustria Radio e Televisione, come ipotizzato su queste colonne qualche giorno fa.
Nel corso della seduta il Consiglio ha inoltre approvato l’avvio dei lavori di adeguamento degli Studi Dear. Luigi Coldagelli sarà poi il nuovo capo ufficio stampa Rai, all’Ufficio Legale andrà Pierpaolo Cotone, dopo le polemiche di qualche giorno fa.

Campo Dall’Orto, direttore generale che fra poco, approvata la legge (oggi al Senato in ultima lettura), avrà alla Rai i poteri di un AD, sceglie così un personaggio stimato del mondo giornalistico (importane il passato in Condè Nast e poi in Rcs) ma esterno all’azienda per ripensare l’informazione dell’azienda, da decenni divisa fra varie testate legate in passato ai partiti politici ‘di riferimento’ e non coordinate fra loro. Campo Dall’Orto ha avuto il pieno via libera del Cda, con il solo voto contrario di Arturo Diaconale. Un voto contrario che, a quanto si apprende, non sarebbe per il profilo ma «di principio», nei confronti di una nomina rivelata in anticipo da un ampio e documentato articolo di ‘La Repubblica’.

Il tema è evidentemente importante, tanto che il Consiglio di amministrazione è andato avanti dalle 10 del mattino fino a pomeriggio inoltrato, cominciando anche l'analisi della previsione di bilancio. Qui ci si chiede visto che perdura tuttora una certa incertezza, quale sarà il reale impatto della nuova regola del canone in bolletta sul bilancio stesso della Rai.

E mentre Campo Dall’Orto ha chiarito anche in Vigilanza i reali scopi e le dimensioni delle nuove iniziative della Rai in tema di piattaforme Tv e di diritti sportivi, si è capito - tornando a bomba - che di fatto è stato messo da parte definitivamente il progetto della newsroom avanzato dall'ex dg Luigi Gubitosi.

Quel progetto è stato ripensato sia per i tempi di realizzazione - circa 28 mesi - sia per i costi elevati dal punto di vista economico, sia per le conseguenze dal punto di vista degli inevitabili esuberi che sarebbero derivati dell'accorpamento delle varie testate nelle due newsroom del progetto. Si sarebbe data in questo modo anche una risposta ai dubbi sul progetto espressi dalla Commissione di Vigilanza e alle apprensioni espresse dal’Usigrai.

Non resta però indietro il progetto di sviluppo digitale dell'azienda, si evitano i tagli lineari e si punta all'integrazione con il web.

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