RaiDue a MilanoO Valanga di proteste

Il Cda Rai decide di trasferire la seconda rete pubblica a Milano, come voleva Bossi. Ma molte altre forze politiche non ci stanno e AN appare contraria. Baldassarre e Saccà sempre più in bilico.

Il direttore generale della Rai Saccà ha rifiutato di licenziare la conduttrice Alda D'Eusanio, confermandole una "multina" da 26 mila euro per alcune scelte e dichiarazioni relative allo sconcertante programma "Al posto tuo", in onda su RaiDue.

Anche Donato Bendicenti (area DS), come abbiamo visto ieri, accusato di aver registrato un incontro di redazione, è stato solo sospeso per dieci giorni e trasferito a Isoradio, perdendo comunque la carica di vicedirettore, ma non licenziato dalla Rai.

Nella riunione del Cda dell'azienda di Viale Mazzini il presidente Baldassarre ha preso atto di entrambe le decisioni rinunciando, almeno per il momento, a "sfiduciare" lo stesso Saccà e dunque continuando a portare avanti una linea davvero singolare, che lo vede d'accordo praticamente su nulla con un direttore generale con cui continua però a convivere, in compagnia del collega Consigliere leghista Albertoni.

Il Cda della Rai ha inoltre dato il via libera alla costituzione della società Rai International, della quale sarà presidente Massimo Magliaro (AN) e Amministratore delegato Carlo Sartori (già al Prix Italia). Terminato l'apposito studio, affidato a cinque "saggi", ci sarà il conferimento dell'attuale testata Rai International alla società appena costituita.

Ma a dare fuoco alle polveri nella giornata di ieri è stata la decisione presa dal Cda di dare l'avvio al trasferimento di RaiDue a Milano, con una valorizzazione più forte anche del Centro di Produzione di Napoli (originariamente si parlava addirittura di trasferire un'altra rete Rai a Napoli). La decisione sembra ricalcata sul desiderio manifestato in proposito nei giorni scorsi da Bossi e dalla Lega Nord, ma ha provocato le prevedibili durissime proteste non solo dell'opposizione ma anche di diversi esponenti di Alleanza Nazionale, con in testa il presidente del Lazio Storace.

Una decisione così importante, presa oltretutto da un Cda con due soli componenti, sfiora infatti il ridicolo; non a caso le polemiche sono subito dilagate e promettono di dare il colpo di grazia a tutto il Cda, compresi i duellanti Saccà e Baldassarre. Se si salvano anche stavolta, però, possono durare davvero per molti mesi ancora, sfruttando le divisioni e le faide di un Centro-Destra sempre più diviso e incapace di affrontare realmente i problemi che insorgono alla Rai.

Ma per la maggioranza continuare a tenere in piedi amministratori come quelli attuali di Viale Mazzini rischia di essere davvero una delle famose "missioni impossibili" e che saranno chiuse comunque in perdita secca (Mauro Roffi).

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