Recensione: ‘On Air’

 

Quella del dj Marco Mazzoli è senza dubbio una delle figure più controverse della Radio italiana. Molti non lo amano a causa del suo stile sboccato e volgare, spesso ritenuto eccessivo e di cattivo gusto, altri lo ritengono un idolo e lo seguono con passione. Indipendentemente dai pareri personali, bisogna riconoscere in Mazzoli uno dei personaggi più importanti ed influenti del panorama radiofonico degli ultimi anni. Il suo “Lo Zoo di 105” è uno dei programmi più longevi ed ascoltati in Italia e le sue trovate fanno sempre molto discutere.

“On Air - Storia di un successo” è un film che racconta in maniera originale e singolare la storia di Marco Mazzoli, dalla sua infanzia a Los Angeles fino al successo con lo Zoo.

Il punto di vista da cui si parte è quello di uno scrittore squattrinato che prova a proporre il suo romanzo a tutti gli editori ma è costantemente rifiutato. Sempre in bolletta e a rischio di sfratto, è costretto ad accettare di fare da ghost writer per l’autobiografia del dj Marco Mazzoli. Il giovane non è entusiasta del progetto, anche perché non ama Mazzoli e il suo programma, che ritiene stupido e volgare, inoltre inizialmente ha molte difficoltà a rapportarsi col conduttore.

L’originale espediente narrativo vede l’evolversi del racconto tramite flashback derivanti dalla lettura da parte dello scrittore di appunti fornitigli da Mazzoli, alternati a momenti in cui è lo stesso dj a raccontargli alcuni episodi. Il tutto contornato da vari sfondamenti della quarta parete, con il protagonista che si rivolge direttamente al pubblico in sala.

A tal proposito è da segnalare il cameo del “vero” Claudio Cecchetto, che, durante una scena con l’attore che lo interpreta, interrompe il ciak e gli spiega come dovrebbe comportarsi per impersonarlo al meglio.

Altro elemento interessante è la complessa figura della madre di Mazzoli, bene interpretata da Chiara Francini. Si tratta di una donna forte e amorevole che dedica tutte le sue energie alla famiglia ma che dalla stessa viene abbandonata. Quando si separa dal marito che la trascura è costretta a lasciare il tetto coniugale e il figlio decide di rimanere col padre. Mentre i due “maschi” vivono nel lusso e nella ricchezza, la donna si trova in uno stato di semi povertà che però affronta con grande dignità.

Molto piacevole è l’utilizzo della computer grafica per realizzare sfondi e paesaggi. Con uno stile da cartone animato vengono riprodotti luoghi ed edifici in cui si svolgono gli eventi, ottenendo un effetto sognante e a tratti poetico.

Bisogna sicuramente apprezzare una certa obiettività nella narrazione. Il personaggio di Mazzoli non è rappresentato esclusivamente come un eroe positivo ma vengono mostrati molti dei suoi lati peggiori e delle sciocchezze fatte. Oltre al già citato “abbandono” della madre, spiccano il furto di un assegno al padre per acquistare una Porsche e i ripetuti tradimenti nei confronti della fidanzata, che diceva di amare. Inoltre si accenna spesso alle volgarità del programma radiofonico e alle esagerazioni che lo hanno più volte portato vicino alla chiusura.

Lo stesso disprezzo da parte dello scrittore ingaggiato per la biografia sembra mostrare una buona dose di autocritica (chissà che in futuro Mazzoli non decida di smorzare un po’ i toni).

Un punto forte della pellicola è il cast. Oltre ad un Mazzoli sorprendentemente credibile e piacevole nel raccontare la sua storia e alla già citata Francini, molto bravo è Dario Eros Tacconelli nel ruolo del ghost writer un po’ sfigato. Ottime anche le partecipazioni di due mostri sacri del cinema italiano come Giancarlo Giannini e Ricky Tognazzi, che interpretano rispettivamente il presidente e il direttore della Radio.

Non potevamo non segnalare una bella citazione all’Annuario di Millecanali, definito nel film la “bibbia dei mille canali”, utilizzato dal giovane Mazzoli per contattare le Radio locali a cui proporsi.

 

Come nella tradizione del personaggio Mazzoli, anche l’uscita di “On Air” è stata fonte di molte polemiche. Innanzitutto la scelta del cugino di Mazzoli, Davide Simon Mazzoli, come regista del film (e autore del libro da cui è tratto), che ha suscitato qualche mugugno e accusa di nepotismo. A ciò si sono aggiunte numerose lamentele da parte di elementi dello staff tecnico per non aver percepito parte dei pagamenti dovuti per la loro collaborazione. Inoltre Mazzoli, durante una puntata dello ‘Zoo’, ha abbandonato la diretta in anticipo polemizzando con i cinema che secondo lui proietterebbero il film in orari poco interessanti e spesso in sovrapposizione con lo stesso programma radiofonico. A chiudere il cerchio ci ha pensato un botteghino misero.

Nonostante la presenza di tanti spunti interessanti e il seguito del personaggio, il film sta incassando poco e si prospetta un vero flop.

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