Regolamento della Vigilanza per le Regionali: valanga di polemiche

Una vicenda molto sconcertante –

Santoro, Floris e anche gli altri ‘a cuccia’ per un mese prima delle elezioni. Lo prevede il Regolamento della Vigilanza. Con contorno infinito di polemiche…

Le trasmissioni di approfondimento della Rai nel mese precedente alle elezioni regionali, ovvero dal 28 febbraio al 28 marzo, sono 'a rischio'. Lo prevede il nuovo regolamento sull'ultima fase della campagna elettorale approvato un po' a sorpresa dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai.

Che cosa è successo in pratica? A quanto si è capito, la maggioranza di Centro-Destra è confluita - probabilmente tatticamente - sulle posizioni portate avanti come relatore dal radicale (eletto nelle liste del PD) Marco Beltrandi, mentre il PD si è proclamato (ma sembra aver anche sbagliato tattica, come spesso gli succede) nettamente contrario. Beltrandi, coerente con le posizioni degli stessi Radicali e probabilmente per assicurare un po' di spazio in più in Tv a Pannella e soci, aveva proposto un regolamento che assoggettava in sostanza alle regole delle trasmissioni elettorali propriamente dette (quindi con rigoroso rispetto di parità di condizioni, di tempo e di spazio per ogni lista che si presenti alle elezioni stesse) anche gli approfondimenti giornalistici soprattutto di prima e seconda serata della Rai, in particolare 'Porta a porta', ma soprattutto 'Anno zero' e 'Ballarò' (la notizia è piombata martedì sera proprio su un 'Ballarò' in pieno svolgimento).
Per cui, a regolamento approvato in questa forma, queste trasmissioni o cambiano orario (assurdo, evidentemente) o parlano d'altro o devono dare spazio a tutti con regole molto precise e che inevitabilmente uccidono la natura del programma e gli ascolti. Oppure non vanno proprio in onda.

Altra complicazione: di solito l'Agcom (competente, in questo caso) emana un regolamento simile per le Tv private e quindi Calabrò ha fatto capire che anche 'Matrix' e altre rubriche (si pensi a La7) potrebbero o dovrebbero subire lo stesso trattamento.
Per il periodo prima del 28 febbraio è poi stato emanato sempre dalla Vigilanza (e poi dall'Agcom) un altro regolamento, subito in vigore, che non dà invece spazio in Tv a chi sia rimasto sotto la soglia del 4% alle Europee, anche se presenta liste (altra decisione un po' sconcertante). E anche qui si sono levate proteste.

Ma è stato dopo la decisione sui talk show e le trasmissioni di approfondimento che è scattata la rivolta in Rai, fra i diretti interessati, tipo Floris, Santoro, la Annunziata (forse è coinvolta anche lei), al limite la stessa Gabanelli ecc. Indignati anche i giornalisti Rai e l'Usigrai, che minaccia lo sciopero, mentre la dirigenza Rai teme conseguenze nefaste per gli ascolti e la pubblicità e il presidente della Vigilanza Zavoli è apparso angosciato dalla decisione della sua Commissione, al punto di pensare persino alle dimissioni.
Evidente invece la soddisfazione di Berlusconi e del Centro-Destra, che tarpano le ali in un momento-chiave a personaggi da sempre considerati 'ostili'.

Complessivamente, un intruglio davvero 'indigesto' - ci pare. Adesso è già l'ora dei cavilli, delle interpretazioni, dei 'distinguo' e dei 'fatta la legge passata l'inganno'. O forse si andrà ad un problematico ripensamento del regolamento. In ogni caso, un'altra pagina davvero poco edificante della politica e persino del costume italiano.

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