Una vicenda molto sconcertante
Regolamento della Vigilanza per le Regionali: valanga di polemiche
Mauro Roffi
11 Febbraio 2010
Che cosa è successo in pratica? A quanto si è capito, la maggioranza di Centro-Destra è confluita - probabilmente tatticamente - sulle posizioni portate avanti come relatore dal radicale (eletto nelle liste del PD) Marco Beltrandi, mentre il PD si è proclamato (ma sembra aver anche sbagliato tattica, come spesso gli succede) nettamente contrario. Beltrandi, coerente con le posizioni degli stessi Radicali e probabilmente per assicurare un po' di spazio in più in Tv a Pannella e soci, aveva proposto un regolamento che assoggettava in sostanza alle regole delle trasmissioni elettorali propriamente dette (quindi con rigoroso rispetto di parità di condizioni, di tempo e di spazio per ogni lista che si presenti alle elezioni stesse) anche gli approfondimenti giornalistici soprattutto di prima e seconda serata della Rai, in particolare 'Porta a porta', ma soprattutto 'Anno zero' e 'Ballarò' (la notizia è piombata martedì sera proprio su un 'Ballarò' in pieno svolgimento). Per cui, a regolamento approvato in questa forma, queste trasmissioni o cambiano orario (assurdo, evidentemente) o parlano d'altro o devono dare spazio a tutti con regole molto precise e che inevitabilmente uccidono la natura del programma e gli ascolti. Oppure non vanno proprio in onda. Altra complicazione: di solito l'Agcom (competente, in questo caso) emana un regolamento simile per le Tv private e quindi Calabrò ha fatto capire che anche 'Matrix' e altre rubriche (si pensi a La7) potrebbero o dovrebbero subire lo stesso trattamento. Per il periodo prima del 28 febbraio è poi stato emanato sempre dalla Vigilanza (e poi dall'Agcom) un altro regolamento, subito in vigore, che non dà invece spazio in Tv a chi sia rimasto sotto la soglia del 4% alle Europee, anche se presenta liste (altra decisione un po' sconcertante). E anche qui si sono levate proteste.
Ma è stato dopo la decisione sui talk show e le trasmissioni di approfondimento che è scattata la rivolta in Rai, fra i diretti interessati, tipo Floris, Santoro, la Annunziata (forse è coinvolta anche lei), al limite la stessa Gabanelli ecc. Indignati anche i giornalisti Rai e l'Usigrai, che minaccia lo sciopero, mentre la dirigenza Rai teme conseguenze nefaste per gli ascolti e la pubblicità e il presidente della Vigilanza Zavoli è apparso angosciato dalla decisione della sua Commissione, al punto di pensare persino alle dimissioni. Evidente invece la soddisfazione di Berlusconi e del Centro-Destra, che tarpano le ali in un momento-chiave a personaggi da sempre considerati 'ostili'.
Complessivamente, un intruglio davvero 'indigesto' - ci pare. Adesso è già l'ora dei cavilli, delle interpretazioni, dei 'distinguo' e dei 'fatta la legge passata l'inganno'. O forse si andrà ad un problematico ripensamento del regolamento. In ogni caso, un'altra pagina davvero poco edificante della politica e persino del costume italiano.
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