Rtl ricorda i 40 anni della liberalizzazione dell’etere

È stato messo in onda su Rtl 102.5 il 28 luglio uno speciale “Non Stop News” dedicato alla nascita ufficiale della radiofonia privata in Italia. Ospite in studio era nientemeno che Angelo Borra, fondatore di Radio Milano International, assieme al fratello Rino.

Il 28 luglio del 1976, quarant' anni fa, ci fu, come noto, la sentenza della Corte Costituzionale che liberalizzò le trasmissioni radiotelevisive in ambito locale.

Fra gli altri, è intervenuto Davide Giacalone, personaggio ben noto agli ascoltatori di Rtl 102.5, che ha commentato, in forma anche abbastanza polemica, l’anniversario in questione e l’attuale situazione della Rai e delle emittenti radiofoniche private, schierandosi in particolare a favore della Radio digitale. Ecco una parte del suo intervento:

 

“Non solo sono passati tanti anni ma quello che era all’inizio un settore pioneristico è poi diventato oggetto di studi.

In sintesi, il mercato si aprì grazie a una sentenza della Corte Costituzionale che sostanzialmente aveva come schema: non è legittimo il monopolio fin qui vigente, provveda il legislatore a regolare la materia. Noi festeggiamo i quarant’anni ma stiamo ancora aspettando che funzioni una regolamentazione in qualche modo compiuta per il settore radio e radio-televisivo.

Questo è capitato perché la gran parte delle forze politiche, stiamo parlando di quarant’anni fa ma poi per molti anni, si sono concentrate nella sostanziale difesa della Rai, che non era più il monopolio Rai, ma la Televisione pubblica.

Ancora oggi molti sono convinti che per difendere una certa indipendenza e correttezza delle informazioni è bene avere una Televisione pubblica, ma chi l’ha detto? Dove sta scritto? Questo ci ha portato a dei ritardi e a degli errori che hanno danneggiato e danneggiano seriamente l’Italia e attraverso la Radio si vede un pezzo del nostro problema nazionale.

Primo esempio: quando partirono le Televisioni via cavo la condizione per poter fare la Televisione via cavo era che su ogni cavo viaggiasse una sola Televisione, quindi se volevi tre Televisioni dovevi avere tre cavi che entravano in casa tua, questo tipo di proibizione, di costrizione, ha creato l’arretramento dell’Italia nella diffusione di quella che oggi chiamiamo banda larga e l’ha messo in una condizione di arretratezza rispetto ad altri Paesi che hanno avuto questo sviluppo.

Secondo esempio: le frequenze su cui far lavorare le Radio e le Televisioni dovevano essere assegnate dello Stato, cioè tu soggetto devi avere le carte in regola, una volte che ce le hai, lo Stato ti assegna le frequenze perché sono un bene che viene amministrato in titolo collettivo. Questo non è mai successo, ancora oggi quarant’anni dopo continuiamo a commerciare in frequenze per l’assenza totale di adempimento alla legge da parte della Pubblica Amministrazione e con lo stesso criterio abbiamo in Italia l’arretramento rispetto al resto del mondo civilizzato della Radio Digitale, che aspetta di essere assegnata e messa in funzione da anni e che ancora oggi esercitiamo in Italia a titolo sperimentale, dove non c’è assolutamente nulla da sperimentare”.

 

Ecco il link a cui ascoltare tutta la puntata in questione di “Non Stop News”: http://www.rtl.it/ospiti/41140/Angelo_Borra_a_RTL_102.5_ospite_in_Non_Stop_News/

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