Rupert si è comprato TelepiùO

Vivendi Universal, dopo lunghe trattative, sembrava aver finalmente venduto Telepiù alla News Co. di Rupert Murdoch. Senonché…

Era stata lunga ma, dopo un tira e molla durato mesi, l'affare "s'aveva da fare". Murdoch, per comprarsi Telepiù, sborsava circa un miliardo di euro: cifra inferiore di un terzo rispetto a quella che Vivendi sperava inizialmente di intascare. Una cifra "relativamente" piccola, poco determinante per il gruppo francese, soprattutto riflettendo sul fatto che il 30 giugno scorso Vivendi aveva debiti per circa 35 miliardi di euro.

Tutto ciò fino alla tarda serata di mercoledì, quando improvvisamente dopo l'annuncio della chiusura "dell'affare" da parte di Vivendi è giunto un comunicato di News Corp che ha avvertito che la firma non c'era ancora e che l'ultima parola sulla vendita di Telepiù a Murdoch non era ancora stata detta. Sembra di capire che Vivendi avesse fretta di dare l'annuncio per ragioni contabili interne, mentre Murdoch può ancora tergiversare cercando ulteriori risparmi sul prezzo.

Se la questione comunque si chiuderà nei termini annunciati a decidere definitivamente sarà l'Antitrust, con competenze non ancora del tutto chiarite fra quello italiano e quello europeo.

Da segnalare anche che sei componenti del Cda Vivendi mercoledì si erano dimessi, compreso il presidente di Alcatel Serge Tchuruk.

La nuova società che dovrebbe nascere dalla fusione delle due piattaforme sarà probabilmente controllata al 50% da Murdoch e al 20% dal gruppo di Marco Tronchetti Provera. Le quote restanti verranno offerte a investitori strategici italiani, come le banche Intesa e Capitalia. Tutte da valutare e da precisare le future conseguenze in termini di tecnologia, occupazione e di canali (diversi "doppioni" delle due piattaforme saranno molto probabilmente eliminati).

Prossimo obiettivo dei francesi sarebbe adesso quello di cedere attività per 12 miliardi di euro in diciotto mesi. La lista delle attività in vendita è stata resa nota nei dettagli: le filiali straniere di Canal Plus; le attività di tlc fuori dalla Francia; le filiali internet; stampa ed editoria; le partecipazioni minoritarie e le quote di Vivendi Games.

A lato della vicenda, il "beffardo" destino di Jean-Marie Messier: il consiglio, dopo lo stipendio di luglio, avrebbe deciso di non dargli più neanche un euro. L'ex presidente ha però deciso di rimanere membro dei Consigli di alcune "filiali". "I gettoni di presenza sono forse l'unico reddito di cui dispone" - ha commentato Fourtou.

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