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Russia: un'altra giornalista assassinata
Hanno espresso dispiacere per l'accaduto sia il presidente russo Dmitri Medvedev sia il presidente ceceno Ramzan Kadyrov, che ha dichiarato che seguirà personalmente le indagini, e ha invitato la popolazione della Cecenia e dell'Inguscezia a collaborare. In precedenza però, lo stesso Kadyrov aveva espresso malcontento per il lavoro di ricerca di Natalja Estemirova, che si occupava di difesa dei diritti umani.
Natalja Estemirova era nata nel 1959 e dopo la laurea in storia all'università di Grozny, aveva lavorato come insegnante di storia nella capitale cecena fino al 1998. Da allora ha iniziato ad occuparsi attivamente delle violazioni dei diritti umani avvenute sul territorio della Cecenia e del sistema carcerario della regione, lavorando ad una serie di trasmissioni televisive sul tema.
Era poi tornata in Cecenia nel insieme a Svetlana Gannuskhina, membro del direttivo di Memorial, il più importante centro per la difesa dei diritti umani in Russia. Nella fase più aspra della seconda guerra cecena ha raccolto fotografie e testimonianze in luoghi dove sono avvenuti bombardamenti, stragi e crimini di guerra, correndo degli enormi rischi personali e concentrando la sua attività a Novye Atagi, dove avvenivano regolarmente "zachistki" ("operazioni di pulizia) e dove la Estemirova ha trascorso una settimana, talvolta nascondendosi negli orti di case distrutte per evitare i controlli effettuati dai militari russi.
Negli anni successivi ha continuato a lavorare nella regione caucasica, contribuendo a raccogliere informazioni indispensabili per mandare alla Corte europea per i diritti umani di Strasburgo i casi di violazioni avvenute in Cecenia (la Corte di Strasburgo ha ripetutamente condannato il governo russo per fatti avvenuti in quella regione). Natalja Estemirova forniva informazioni ai giornalisti e lei stessa scriveva per il bollettino informativo di Memorial.
Aveva collaborato a lungo con Anna Politkovskaja, la nota giornalista di Novaja Gazeta uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006, collaborando alle sue ricerche, fornendole informazioni ed aiutandola come interprete nei contatti con chi parlava solo ceceno. Con le sue informazioni ha contributo alla stesura di numerosi report sulla situazione dei diritti umani in Cecenia, incluso quello recentemente pubblicato lo scorso 2 luglio da Human Rights Watch.
Il suo barbaro assassinio conferma che in Russia c'è ancora tanto da fare per assicurare libertà, democrazia vera e rispetto dei più elementari diritti di chi opera nei media, che già in proprio sono decisamente poco 'liberi'. Singoli personaggi e testate vanno avanti, quasi da 'eroi', ma sanno di rischiare la vita e sempre più spesso la perdono proprio.
































